Verso la Cop30, Convenzione Onu sul clima: bisogna accelerare il passo (Foto Markus Spiske per Pexels)
Cop30, Convenzione Onu sul clima: bisogna accelerare il passo
L’Ue va alla Cop30 con un nuovo piano per il clima al 2035 e obiettivi di taglio delle emissioni del 90% entro il 2040 presentati quasi alla fine del tempo utile. La Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici analizza i piani NDC e spiega che bisogna fare più presto
L’Europa va alla Cop30 con un nuovo piano per il clima (NDC), l’impegno sul taglio delle emissioni del 90% entro il 2040 e rivendica così un messaggio di protagonismo. “L’Europa mantiene la rotta e mantiene i suoi impegni in materia di clima, a livello nazionale e sulla scena mondiale”, afferma Bruxelles. Certo è che la presentazione degli obiettivi climatici da portare al vertice Onu sul clima, la Cop30 che partirà il 10 novembre in Brasile, arriva quasi alla fine del tempo utile per l’Unione.
Solo ieri il Consiglio ha concordato un obiettivo giuridicamente vincolante del 90% per il 2040, con un obiettivo nazionale dell’85% e fino al 5% dei crediti internazionali di carbonio (nonché una serie di discusse flessibilità). Il prossimo passo saranno i negoziati con il Parlamento europeo.
Gli impegni di riduzione delle emissioni
L’Europa ha fatto poi in tempo a presentare il nuovo NDC dell’UE, che sarà ora presentato alla convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC). NDC sta per Nationally Determined Contributions: si tratta degli impegni di riduzione delle emissioni da parte degli Stati, documenti raccolti dall’UNFCCC e che vanno aggiornati ogni cinque anni.
Il piano contiene l’impegno della Ue a ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra del 66,25-72,5% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2035, coprendo tutti i settori dell’economia e tutti i gas a effetto serra.
“Si tratta – commenta la Commissione europea – di una tappa ambiziosa nel percorso verso una riduzione netta del 90 % entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990, che apre la strada verso la neutralità climatica dell’UE entro il 2050 e in linea con gli obiettivi dell’accordo di Parigi”.
In questo modo, in vista della Cop30 che si svolgerà a Belém (Brasile) dal 10 al 21 novembre, l’Unione europea ha potuto affermare “il suo forte impegno a favore dell’azione per il clima”.
“In occasione della COP30 – prosegue la Commissione – l’UE chiederà una risposta collettiva alle lacune in termini di ambizione e attuazione degli obiettivi climatici, accelerando la transizione globale verso l’energia pulita, riducendo al minimo l’entità e la durata di qualsiasi superamento oltre 1,5 °C e la piena attuazione degli impegni della COP, come il primo bilancio globale (GST) nell’ambito dell’accordo di Parigi e gli impegni globali di triplicare la capacità installata di energie rinnovabili e raddoppiare il tasso globale di miglioramenti dell’efficienza energetica entro il 2030”.
La finanza per il clima
Un altro elemento importante della Cop30 sarà la finanza per il cima, con la “tabella di marcia da Baku a Belém” che sarà presentata dall’Azerbaigian e dal Brasile come opportunità per aumentare i finanziamenti per i paesi in via di sviluppo portandoli ad almeno 1,3 trilioni di dollari all’anno entro il 2035, con l’impegno di tutti gli attori all’interno e all’esterno dell’UNFCCC e con particolare attenzione alle esigenze dei più vulnerabili, in particolare i paesi meno sviluppati e i piccoli Stati insulari in via di sviluppo.
C’è sempre meno tempo
Le ambizioni sono tante ma il pianeta ha sempre meno tempo per affrontare la crisi climatica e un aumento di temperatura che sembra ormai avviato a superare la temperatura media di 1,5°C almeno per un certo periodo.
L’UNFCC ha ribadito la necessità di accelerare i tempi. Un rapporto pubblicato alla vigilia della Cop30, martedì 28 ottobre, mostra progressi nella riduzione delle emissioni e approcci che coinvolgono l’intera economia nei piani climatici nazionali (gli NDC) ed evidenzia che le emissioni globali, prendendo gli impegni tutti insieme, diminuiranno per la prima volta del 10% entro il 2035. Questo però non basta.
Il Segretario esecutivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, Simon Stiell, ha sollecitato un’azione urgente per mantenere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi a portata di mano.
Secondo il rapporto, la nuova generazione di impegni NDC “mostra un cambiamento radicale in termini di qualità, credibilità e ampiezza economica”; i paesi stanno adottando sempre più un approccio che coinvolge l’intera economia e l’intera società, con l’89% che include obiettivi che riguardano l’intera economia; stanno diventando più importanti temi quali l’adattamento, incluso quasi in tre quarti dei nuovi NDC.
Accelerare il passo
“I paesi stanno compiendo progressi e stanno definendo chiare tappe verso le emissioni nette zero”, ha detto il Segretario esecutivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici, aggiungendo però: “Siamo altrettanto consapevoli che i dati contenuti nel rapporto odierno forniscono un quadro piuttosto limitato, poiché gli NDC sintetizzati rappresentano circa un terzo delle emissioni globali. Per fornire un quadro più ampio dei progressi globali in vista della COP30, abbiamo effettuato alcuni calcoli aggiuntivi che tengono conto anche dei nuovi NDC o obiettivi presentati o annunciati fino alla pubblicazione di questo rapporto, inclusi quelli presentati al Summit sul Clima del Segretario Generale a New York. Questo quadro più ampio, sebbene ancora incompleto, mostra una riduzione delle emissioni globali di circa il 10% entro il 2035”.
Bisogna andare più veloci. “Questa accelerazione deve iniziare ora”, ha aggiunto. “Siamo ancora in gara, ma per garantire un pianeta vivibile per tutti gli otto miliardi di persone di oggi, dobbiamo accelerare urgentemente il passo, alla COP30 e ogni anno a seguire”.

