Terzo settore, Acri: solo il 7% degli enti è guidato da under 35
Giovani leader ancora pochi nel Terzo settore.Un’analisi a partire dalla ricerca di Secondo Welfare e dai tre vincitori di “GenP – Giovani che partecipano”.
Solo il 7,1% degli Enti del Terzo settore italiani è guidato da under 35. Un dato esiguo, certo, ma che racconta molto più di quel che sembra. Dove i giovani ricoprono ruoli apicali emergono segnali di rinnovamento organizzativo, un più equilibrato rapporto di genere e un forte radicamento nei territori.
È quanto mette in luce l’indagine “Verso una nuova leadership del Terzo settore”, realizzata da Percorsi di Secondo Welfare e dall’Osservatorio Statistico sul Terzo Settore dell’Università di Milano-Bicocca nell’ambito del premio nazionale GenP – Giovani che partecipano, promosso da Acri.
La ricerca, che prende in considerazione tutti i 134.815 enti iscritti al RUNTS nel secondo semestre 2025, conferma che il mondo non profit resta ancora guidato in larga parte da persone mature (età media dei rappresentanti: 58 anni). Tuttavia, laddove emergono giovani guide, si intravedono dinamiche nuove e potenzialmente trasformative.
Giovani leader, una geografia inattesa
L’indagine rivela un elemento sorprendente: la presenza di leader under 35 è più alta nel Mezzogiorno (circa l’8%) rispetto al resto d’Italia, con punte particolarmente elevate in Calabria (9,7%), Valle d’Aosta (9,6%) e Trentino-Alto Adige (11,7%). Un dato che smentisce l’idea di un Sud immobile e restituisce invece una fotografia di vivacità civica e desiderio di protagonismo.
È significativo anche il forte radicamento territoriale: il 71% dei giovani rappresentanti guida un ETS nella stessa provincia d’origine. Un indicatore che può raccontare il desiderio di investire nelle proprie comunità o, al contrario, la scelta di rimanere e costruire professionalmente proprio grazie al Terzo settore.
Donne e giovani: un nuovo equilibrio ai vertici
Uno degli aspetti più innovativi riguarda la questione di genere. Negli ETS guidati da under 35, quasi il 60% ha almeno una legale rappresentante donna. Nel totale degli enti italiani, questa percentuale scende al 29,7%. Le nuove generazioni sembrano dunque portare con sé una cultura della governance più aperta, paritaria e inclusiva. Non solo cambiano i ruoli, ma anche la percezione di chi può legittimamente ricoprirli.
Il Terzo settore giovane nasce da zero
Altro dato di rilievo: gli ETS guidati da giovani sono mediamente molto più “giovani” anche come organizzazioni. Il 74% è nato negli ultimi 15 anni e quasi la metà dopo il 2020. La partecipazione dei Millennials e della GenZ al Terzo settore avviene soprattutto attraverso la creazione di nuove realtà, più che tramite il passaggio generazionale in enti consolidati. Una dinamica che conferma la spinta imprenditiva e innovativa delle nuove generazioni.
Cultura protagonista, meno servizi sociali
Sebbene i settori di attività degli ETS guidati da under 35 siano per molti versi simili a quelli del totale degli enti, emergono due differenze significative:
- una maggiore presenza nel settore Cultura (76,2% contro il 66,2% generale);
- una minore incidenza nel settore Servizi sociali (16,2% contro 24,5%).
La cultura appare così come il terreno privilegiato per la partecipazione giovanile, mentre i servizi sociali continuano a essere più spesso presidiati da organizzazioni con una storia più lunga.
Un dialogo intergenerazionale per far crescere il non profit
Come ha ricordato il presidente di Acri Giovanni Azzone, la sfida oggi è valorizzare questa spinta al rinnovamento, favorendo un dialogo costruttivo tra esperienza e innovazione. I più di 400 progetti candidati alla prima edizione di GenP mostrano un desiderio di partecipazione diffuso, capace di portare nuove energie e nuove forme di fare comunità.
Se la presenza dei giovani alla guida degli enti è ancora minoritaria, la qualità del loro contributo — in termini di governance, parità di genere, attenzione ai territori, innovazione culturale — indica una direzione chiara: il futuro del Terzo settore può essere un laboratorio privilegiato di cittadinanza attiva, creatività sociale e cambiamento generazionale.

