Infezioni di origine alimentare, In Europa aumentano i casi gravi di Listeria (Foto di PublicDomainPictures da Pixabay)

Infezioni di origine alimentare, aumentano in Ue i casi gravi di Listeria

In Europa le cause più comuni di infezioni di origine alimentare sono Campylobacter e Salmonella, ma aumentano i casi gravi di Listeria che provoca molte ospedalizzazioni e il numero più alto di decessi. In Italia 200 focolai epidemici di origine alimentare nel 2024, il numero più alto degli ultimi dieci anni

In Europa c’è un aumento dei casi gravi di infezioni da Listeria: sono quelli che causano più ospedalizzazioni e vittime. Ma se la Listeria rappresenta il rischio più elevato di malattie gravi, Campylobacter e Salmonella rimangono le cause più comuni di infezioni di origine alimentare in Europa. E le fonti maggiori sono la carne di pollame e le uova.

Il focus viene dall’ultimo rapporto sulle zoonosi pubblicato nell’ambito dell’approccio “One Health” dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC). Fra le cause dell’aumento delle infezioni gravi da Listeria ci potrebbero essere l’evoluzione delle abitudini alimentari e l’invecchiamento della popolazione.

Listeria, le infezioni più gravi

Ogni anno migliaia di persone in Europa si ammalano dopo aver consumato alimenti contaminati, di solito uova, carne e prodotti alimentari pronti al consumo. Nonostante gli standard di sicurezza alimentare, le malattie di origine alimentare colpiscono persone di tutte le età, con le conseguenze più gravi fra le persone vulnerabili.

La Listeria, ad esempio, è un’infezione rara ma grave. Nel 2024 è la quarta malattia di origine alimentare in Europa, con 0,7 casi ogni 100 mila persone, ma ha causato la percentuale più alta di ricoveri ospedalieri fra tutte le infezioni di origine alimentare segnalate nell’Ue. Circa 7 persone su 10 infettate dalla listeriosi hanno dovuto essere ricoverate in ospedale e 1 persona su 12 è deceduta.

Per il dossier, la tendenza all’aumento delle infezioni può essere collegata a vari fattori, fra i quali “l’invecchiamento della popolazione europea, il cambiamento delle abitudini alimentari (come il crescente consumo di alimenti pronti al consumo) e pratiche inadeguate nella manipolazione e nella conservazione degli alimenti”.

Fra gli alimenti pronti al consumo, i livelli di contaminazione da Listeria in genere sono bassi (superano i limiti Ue una percentuale compresa fra 0-3%) e i prodotti più spesso contaminati sono le salsicce fermentate. Fra le fonti di infezione ci sono salsicce, paté e salumi, prodotti ittici pronti al consumo e verdure.

“Anche se la contaminazione rimane rara, la Listeria può causare malattie gravi, rendendola una delle minacce alimentari più serie che monitoriamo – ha dichiarato Ole Heuer, capo dell’unità responsabile delle malattie legate all’approccio “One Health” dell’ECDC – La protezione dei gruppi vulnerabili, come gli anziani, le donne in gravidanza o le persone con un sistema immunitario indebolito, richiede una sorveglianza rigorosa, una produzione alimentare sicura e precauzioni essenziali a casa”.

 

Infografica Efsa-ECDC

 

Campylobacter e Salmonella

Le infezioni di origine alimentare più comuni sono Campylobacter e Salmonella, rispettivamente con 55,3 casi e 18,6 casi ogni 100 mila persone. Carne di pollame e uova sono le fonti maggiori di infezione.

Nell’ultimo decennio sono aumentati i polli da riproduzione e gli allevamenti di tacchini positivi alla Salmonella. E quest’anno molti paesi europei non hanno raggiunto gli obiettivi di riduzione della salmonella nel pollame.

Buone pratiche in cucina

Efsa ed ECDC ricordano le buone pratiche di igiene alimentare in cucina che possono ridurre il rischio di infezione. Fra queste:

  • Mantenere il frigorifero a una temperatura inferiore o uguale a 5 °C
  • Consumare gli alimenti, compresi i prodotti pronti al consumo, prima della data di scadenza
  • Cuocere bene gli alimenti, in particolare carne e pollame
  • Lavarsi le mani, pulire i coltelli e le superfici dopo aver maneggiato alimenti crudi
  • Separare gli alimenti cotti dai prodotti crudi

I gruppi più vulnerabili devono evitare di consumare alimenti ad alto rischio, come prodotti pronti al consumo, latte non pastorizzato o formaggi a pasta molle prodotti con latte non pastorizzato.

Italia, 200 focolai epidemici alimentari

E in Italia? Anche qui l’andamento è analogo all’Europa: nel 2024 la campilobatteriosi è la malattia di origine alimentare più frequente, seguita dalla salmonellosi, mentre la Listeria è associata alle forme di malattia più gravi, caratterizzata da un’alta proporzione di ospedalizzazione e decessi tra i casi.

Nel 2024 l’Italia conta 2779 notifiche di campilobatteriosi, in aumento rispetto all’anno precedente (2363 casi); diminuiscono i casi salmonellosi (2637 casi nel 2024, corrispondenti a un calo relativo del 20,9%); la listeriosi e le infezioni da STEC si collocano invece al terzo e quarto posto per numero di casi in Italia.

In Italia nel 2024 c’è stato il numero più alto di focolai epidemici di origine alimentare osservati degli ultimi 10 anni. Si sono contati 200 focolai, il 3% di tutti quelli riportati in Ue, e hanno coinvolto 2816 persone, causando 338 ospedalizzazioni e 4 decessi. La Salmonella è quella che ha causato il maggior numero di focolai, la Listeria quella con conseguenze più gravi.

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