Rincari, Assoutenti: in arrivo una stangata d'autunno. Ecco le principali voci di spesa (foto Pixabay)
Supermercato e abitudini d’acquisto, Altroconsumo: cosa scelgono gli italiani
Un’indagine Altroconsumo racconta le abitudini di acquisto degli italiani: la spesa online cresce lentamente, i supermercati tradizionali tengono, i discount avanzano e le insegne locali conquistano la fiducia dei clienti
Nonostante l’avanzata dell’e-commerce in molti settori, il supermercato continua a essere un punto di riferimento centrale per la spesa degli italiani. Lo conferma una ricerca di Altroconsumo, che ha coinvolto oltre 22mila consumatori e ha analizzato il livello di soddisfazione nei confronti delle diverse insegne. Solo il 12% dichiara di fare la spesa online e appena il 2% lo fa ogni settimana: spingere il carrello tra gli scaffali resta un gesto rassicurante, legato alla possibilità di verificare direttamente i prodotti, alla fiducia nel punto vendita e alla comodità della vicinanza.
NaturaSì in testa tra le grandi catene
La classifica delle catene nazionali conferma la solidità del sistema distributivo italiano. Al primo posto si posiziona NaturaSì, con 79 punti su 100, seguita da Ipercoop, Esselunga e Coop, tutte nella fascia di qualità più alta. I clienti premiano assortimenti ampi, cura dei punti vendita e qualità dei prodotti. Emergono però differenze specifiche: Esselunga si distingue per efficienza, ordine e tempi ridotti alle casse, mentre Ipercoop e Coop sono apprezzate soprattutto per frutta, verdura e prodotti a marchio. Subito dietro si collocano Famila, Conad e Interspar, penalizzate da una percezione leggermente più debole su promozioni e varietà.
L’ascesa dei discount: non solo risparmio
Nel segmento discount continua il testa a testa tra Eurospin e Aldi, entrambe con un punteggio ottimo di 76, seguite da Dpiù a quota 75. Il discount non è più sinonimo esclusivo di risparmio: il 71% dei clienti giudica i prodotti a marchio “buoni o molto buoni” e il 65% apprezza pulizia e comodità dei punti vendita. Prezzi chiari e rapidità della spesa rendono queste insegne particolarmente attrattive per famiglie giovani e nuclei di medie dimensioni.
Il valore delle insegne locali
A sorprendere sono soprattutto le insegne locali, che raccolgono giudizi mediamente ancora più positivi. DEM guida la classifica con 78 punti, seguita da Visotto, Rossetto, Iperal, Tosano e Mercatò. Quasi una su tre tra le 40 insegne locali analizzate ottiene una valutazione di qualità ottima. La vicinanza territoriale, la disponibilità del personale e il clima di familiarità risultano determinanti, insieme – in alcuni casi – a prezzi competitivi e promozioni efficaci.
Online minoritario, ma promosso
La spesa online resta una nicchia, ma non per mancanza di qualità del servizio. Gli utenti valutano positivamente facilità d’uso, assortimento, puntualità e assistenza. Esselunga guida anche in questo canale, seguita da alcune insegne locali come Iperal e Bennet, tutte con giudizi buoni o ottimi.
Quando non scelgono il supermercato, gli italiani si affidano soprattutto ai negozi di quartiere: il 39% acquista pane, latte o salumi nelle botteghe sotto casa. Mercati rionali e ortofrutta raccolgono il 33% delle preferenze, mentre macellerie e pescherie restano un riferimento per il 22%. Crescono, seppur lentamente, i canali bio e a filiera corta. Il supermercato resta il perno della spesa, ma non ne detiene più il monopolio.

