Lotta al cancro, i deputati europei chiedono una strategia più efficace
Assistenza oncologica: un Manifesto europeo per la salute digitale
Presentato a Bruxelles il primo Manifesto europeo dedicato a sanità digitale e assistenza oncologica, con cinque priorità strategiche per rafforzare le politiche sul cancro.
Dalla disponibilità di risorse all’attenzione per la sanità digitale, dal rafforzamento delle reti di ricerca e cura alla valorizzazione dell’oncologia di precisione. Sono questi alcuni degli obiettivi del primo Manifesto Europeo per la Salute Digitale e l’Assistenza Oncologica, presentato a Bruxelles.
I numeri del cancro in Europa
Il documento nasce in un contesto segnato da dati allarmanti: ogni anno in Europa si registrano circa 2,7 milioni di nuove diagnosi di cancro e 1,3 milioni di decessi.
“L’assistenza ai pazienti sta vivendo una trasformazione profonda – spiega Nicola Normanno, direttore scientifico dell’Irccs Dino Amadori – e le politiche sul cancro rappresentano un banco di prova per l’allineamento tra innovazione, dati, etica, equità e sostenibilità”.
Cinque priorità strategiche
Il Manifesto individua cinque punti chiave per garantire continuità e coerenza alle politiche europee in ambito oncologico. Il primo riguarda il riconoscimento della salute e della lotta al cancro nel prossimo Programma Quadro FP10 e nel Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034, assicurando risorse adeguate e una visione di lungo periodo.
Centrale è anche il ruolo della sanità digitale, con investimenti mirati in sistemi interoperabili, sicuri e realmente centrati sul paziente. Il Manifesto sottolinea inoltre l’importanza di consolidare la rete europea dei centri oncologici EUnetCCC e di mantenere la Missione UE sul Cancro come pilastro delle politiche sanitarie comunitarie.
L’oncologia di precisione come investimento
Un altro punto fondamentale è il riconoscimento dell’oncologia di precisione come investimento strategico per i sistemi sanitari europei. Un approccio che punta a terapie sempre più personalizzate, capaci di migliorare gli esiti clinici e l’efficienza delle cure.
“Le nostre proposte sono realizzabili, ma serve uno sforzo comune delle istituzioni sanitarie nazionali e internazionali”, conclude Normanno. Restano da superare la frammentazione dei dati scientifici, la limitata interoperabilità dei sistemi e le forti disparità tra i diversi Paesi europei, criticità che persistono nonostante i progressi compiuti negli ultimi anni.

