tassa sui pacchi

Spedizione dei pacchi, Poste Italiane e DHL siglano una partnership

La tassa sui pacchi introdotta dal governo guidato da Giorgia Meloni nasce con l’obiettivo di contrastare l’afflusso di beni di consumo a basso costo provenienti soprattutto dalla Cina e di proteggere il mercato interno. Il provvedimento prevede un contributo di 2 euro per i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da Paesi extra-UE, colpendo in particolare le spedizioni legate alle grandi piattaforme di e-commerce come Shein e Temu.

Le entrate attese e la realtà dei numeri

Secondo le stime riportate dal Financial Times, la misura avrebbe dovuto garantire allo Stato entrate pari a 122 milioni di euro nel 2025 e circa 245 milioni di euro l’anno a regime. Tuttavia, a poche settimane dall’entrata in vigore – applicata a tutti i pacchi arrivati in Italia dopo il 1° gennaio – il bilancio appare già deludente.

I dati dell’Agenzia delle Dogane mostrano che tra il 1° e il 20 gennaio il numero di pacchi a basso valore provenienti da Paesi extra-UE è diminuito del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un calo netto che, secondo gli operatori del settore, non riflette una contrazione della domanda, ma piuttosto un rapido cambiamento delle strategie logistiche.

Le rotte aggirano l’Italia

Le aziende di trasporto e gli operatori aeroportuali segnalano infatti che numerosi voli cargo stanno evitando gli scali italiani per atterrare in altri Paesi europei dove la tassa non è applicata. Malpensa, che gestisce circa il 60% delle merci trasportate per via aerea verso l’Italia, starebbe subendo un impatto diretto, con una riduzione significativa del traffico cargo.

A rendere inefficace la misura contribuiscono le regole del mercato unico europeo. Una volta entrate nell’Unione, le merci possono circolare liberamente tra gli Stati membri senza ulteriori controlli o dazi. Questo consente agli operatori di far arrivare i pacchi in altri Paesi Ue e successivamente trasportarli in Italia su gomma, aggirando di fatto il pagamento della tassa.

Le pressioni politiche e l’ipotesi rinvio

Di fronte alle criticità emerse, le pressioni sul governo sono in aumento, anche all’interno della stessa maggioranza. Da Forza Italia è arrivata la proposta di rinviare l’entrata in vigore della tassa al 1° luglio, in coincidenza con l’avvio previsto di un dazio doganale comunitario da 3 euro sui pacchi di basso valore. Una soluzione che renderebbe il sistema più uniforme a livello europeo e limiterebbe le distorsioni competitive tra i diversi Paesi.

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