Rc auto e carrozzerie convenzionate, la Cassazione frena (Foto Pixabay)

Si aprono nuovi scenari sull’rc auto e sulle carrozzerie convenzionate. Una recente ordinanza della Cassazione ha infatti messo in dubbio la legittimità delle clausole che vincolano gli assicurati a rivolgersi esclusivamente a carrozzerie convenzionate con la compagnia. Il riferimento è a condizioni contrattuali che prevedono penalizzazioni economiche, franchigie, scoperti o costi aggiuntivi se l’assicurato si rivolge a un’officina diversa da quelle convenzionate. E nasce dal ricorso di un assicurato, a cui era stata applicata una penalizzazione del 20% sul costo della riparazione per aver scelto liberamente un carrozziere.

Federcarrozzieri: ordinanza che avrà effetti rilevanti

Dopo un primo giudizio favorevole e un ribaltamento in appello, la Cassazione ha annullato la decisione, rinviando alla Corte d’Appello di Milano per un nuovo esame della clausola. Si dovrà dunque verificare se la clausola produca “un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto” a danno del contraente più debole, cioè il consumatore. In sintesi, se si configura come una clausola abusiva che limita la libertà contrattuale del consumatore (Quifinanza.it).

La vicenda vede coinvolta una carrozzeria associata Federcarrozzieri, la federazione dei carrozzieri indipendenti. L’ordinanza è stata emessa dalla Cassazione il 23 aprile 2026 e “impone un brusco stop alle politiche di canalizzazione delle compagnie che, mediante clausole contrattuali,  impongono agli automobilisti la riparazione in convenzione a pena di franchigie e penali a carico di chi sceglie liberamente il proprio carrozziere”, spiega Federcarrozzieri.

Nel nuovo giudizio, il giudice dovrà attenersi al principio di diritto formulato dalla Corte e stabilire se la clausola “venga a configurarsi nella specie come abusiva in quanto volta a limitare la possibilità per il consumatore di esplicare pienamente la propria autonomia contrattuale nella fondamentale espressione rappresentata dal libero accesso al mercato“.

“È evidente – commenta il blog ilCarrozziere.it – che si tratta di una decisione importantissima non solo perché comporta la nullità di quelle clausole inserite nei contratti assicurativi che impongono costi illegittimi agli automobilisti che riparano la propria vettura presso un carrozziere di fiducia ma anche perché chiarisce che la questione attiene la libertà di mercato e dunque si tratta di un segnale evidente per le Autorità di controllo come Antitrust e Ivass”.

Movimento Consumatori: intervenga l’Antitrust

“La Suprema Corte – afferma Movimento Consumatori – ha chiarito che queste clausole possono determinare uno squilibrio significativo tra le parti e sono abusive perché limitano la libertà contrattuale del consumatore e il libero accesso al mercato nella scelta del riparatore”. L’associazione accoglie con favore l’ordinanza, auspica che le compagnie adeguino le condizioni contrattuali e chiede all’Ivass (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) di intervenire in maniera decisa per garantire maggiore correttezza e trasparenza nel settore.

Al tempo stesso, MC annuncia che “porrà all’attenzione dell’Antitrust gli aspetti anticoncorrenziali di queste pratiche che rappresentano una restrizione della libertà degli utenti e possono incidere anche sulla qualità delle riparazioni”.

Assoutenti: l’assicurato ha diritto di scegliere il carrozziere di fiducia

“Dove non è arrivata l’Ivass è arrivata la Cassazione”, ha commentato Assoutenti, per la quale la decisione della Suprema Corte rappresenta “un passaggio fondamentale per la tutela degli assicurati, dei consumatori e della libertà di mercato”, perché le clausole che penalizzano chi si rivolge al proprio artigiano di fiducia rischiano di comprimere “un diritto essenziale: la libera scelta del professionista cui affidare la riparazione del veicolo”.

La Cassazione va nella direzione di ristabilire un principio di civiltà giuridica e di equilibrio del mercato – ha detto il presidente Gabriele Melluso – L’assicurato non è proprietà della compagnia. Ha diritto di scegliere il carrozziere, il riparatore, l’artigiano di fiducia. Quando una polizza rende economicamente svantaggiosa questa scelta, non sta offrendo un servizio migliore: sta limitando la libertà del consumatore. Dove la vigilanza non è stata sufficiente, è intervenuta la giurisprudenza”.

Assoutenti chiede quindi un intervento immediato del legislatore, anche nell’ambito delle prossime misure in materia di RC Auto, concorrenza e tutela dei consumatori, per ribadire in modo chiaro che ogni clausola diretta a penalizzare la libera scelta del riparatore deve essere considerata nulla, abusiva e contraria ai principi del Codice del consumo.

Il punto politico e giuridico è chiarissimo – afferma Stefano Mannacio, responsabile assicurazioni di Assoutenti – Non si può pagare diversamente lo stesso danno solo perché l’assicurato sceglie un operatore indipendente invece di uno convenzionato con la compagnia. Questo meccanismo altera il mercato, colpisce l’artigianato indipendente e comprime la libertà contrattuale del consumatore. La Cassazione indica una strada precisa: il libero accesso al mercato non può essere sacrificato alle strategie di canalizzazione delle imprese assicurative”.

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