Hantavirus, per l'ECDC il rischio per la popolazione europea è molto basso (Foto Pixabay)
Hantavirus, ECDC: “Rischio molto basso per la popolazione europea”
Le istituzioni sanitarie sono mobilitate sul focolaio di Hantavirus che si è sviluppato sulla nave da crociera MV Hondius. Al 6 maggio i casi accertati sono sette, di cui tre decessi
Preoccupa il focolaio di Hantavirus che si è sviluppato sulla nave da crociera MV Hondius. Secondo l’ECDC, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, “sulla base delle evidenze attuali, il rischio per la popolazione generale in Europa rimane molto basso e non si prevede una trasmissione diffusa”.
Le istituzioni sanitarie sono mobilitate. In Italia il Ministero della Salute ha diffuso una nota in cui spiega che sta seguendo con attenzione, in raccordo con le autorità sanitarie dell’ECDC e dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) l’evoluzione del focolaio di Hantavirus che si è sviluppato sulla nave da crociera ora salpata alla volta di Tenerife, nelle Isole Canarie spagnole, dove è previsto l’arrivo sabato, in vista di un’evacuazione dei passeggeri all’inizio della prossima settimana. Al momento tutti i passeggeri con sintomi sono stati fatti sbarcare.
Il Ministero ha trasmesso un’informativa, con i dati diffusi da ECDC e OMS, alle Regioni e agli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera (Usmaf) e continuerà a monitorare l’evolversi della situazione in stretto contatto con le autorità sanitarie internazionali nell’ambito delle attività di sorveglianza epidemiologica.
La valutazione dell’ECDC
L’ECDC ha inviato un esperto della task force sanitarie dell’Ue sulla nave da crociera colpita dall’epidemia di hantavirus delle Ande. Secondo la valutazione del Centro, pubblicata ieri, alla data del 6 maggio 2026 sono stati segnalati sette casi di un focolaio di malattia associato all’hantavirus sulla nave da crociera, tra cui tre decessi, un paziente in condizioni critiche, due sintomatici e uno con stato clinico sconosciuto.
“Considerando le limitate informazioni epidemiologiche attualmente disponibili, il lungo periodo di incubazione del virus e il potenziale di trasmissione interumana dell’hantavirus andino, – spiega l’ECDC – si dovrebbero valutare misure precauzionali, tra cui l’evacuazione medica dei passeggeri sintomatici, dell’equipaggio e dei contatti stretti. Sulla base delle evidenze attuali, il rischio per la popolazione generale in Europa rimane molto basso e non si prevede una trasmissione diffusa”.
Cosa è l’hantavirus
Sono in corso indagini per capire come le persone abbiano contratto il virus e l’entità dell’esposizione fra passeggeri ed equipaggio. Le autorità sanitarie si sono attivate anche per far capire di quale virus si stia parlando.
La trasmissione degli hantavirus agli esseri umani avviene tramite il contatto con urina, escrementi o saliva contaminati di roditori infetti. A oggi la trasmissione da uomo a uomo è stata documentata solo per il virus Andes nelle Americhe e rimane rara. Le infezioni da hantavirus sono rare a livello mondiale ma sono associate a un tasso di mortalità compreso tra l’1% e il 15% in Asia e in Europa e fino al 50% nelle Americhe. Non ci sono trattamenti antivirali autorizzati o vaccini contro l’infezione.
L’hantavirus delle Ande, presente in alcune zone del Sud America, può causare la sindrome polmonare da hantavirus, una grave malattia caratterizzata da febbre e sintomi generali seguiti da rapida insufficienza respiratoria e shock ed è l’unico hantavirus per il quale è stata descritta la trasmissione da persona a persona.
Il focolaio a bordo della nave
La notifica del focolaio di hantavirus è arrivata alle istituzioni sanitarie il 2 maggio e riguardava un focolaio fra i passeggeri di una nave da crociera battente bandiera olandese nell’Atlantico meridionale, con gravi sintomi respiratori. A bordo 149 persone di 23 diverse nazionalità, tra cui nove Stati membri dell’Ue: Belgio, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Spagna. Al 6 maggio, un totale di sette persone ha manifestato sintomi quali febbre, sintomi respiratori e gastrointestinali, con almeno quattro casi che hanno rapidamente sviluppato polmonite, insufficienza respiratoria acuta e shock. Di queste sette persone, tre sono morte, una è stata evacuata per motivi medici in Sudafrica e ricoverata in terapia intensiva, due sono rimaste sintomatiche a bordo con assistenza medica e a una è stata diagnosticata la malattia dopo lo sbarco dalla nave e il ritorno in Svizzera.
L’ipotesi attuale è che alcuni passeggeri siano stati esposti al virus in Argentina, dove questo è endemico, e l’abbiano poi trasmesso ad altri passeggeri a bordo della nave da crociera.
Secondo l’ECDC “ il virus non si trasmette facilmente, pertanto è improbabile che causi molti casi o un’epidemia diffusa nella comunità, a condizione che vengano applicate le misure di prevenzione e controllo delle infezioni. Inoltre, il serbatoio naturale dell’ANDV non è presente in Europa, pertanto non si prevede l’introduzione del virus nella popolazione di roditori e la potenziale trasmissione dai roditori all’uomo in Europa. Il rischio che il virus ANDV si diffonda nella popolazione generale dell’UE/SEE a partire da questo focolaio sulla nave da crociera è molto basso”.
L’attenzione naturalmente rimane alta e il monitoraggio sugli sviluppi del focolaio continua.

