Social media e giovani, il Parlamento europeo chiede un ambiente online sicuro
Social media e giovani, il Parlamento europeo chiede un ambiente online sicuro (Foto Pixabay)
I giovani sono online, creano profili personali, pubblicano sui social media. Ma si espongono a pratiche che creano dipendenza, design persuasivo, influencer marketing. Oggi il Parlamento europeo ha adottato delle proposte che vogliono obbligare le piattaforme, i paesi dell’Ue e la Commissione a garantire un ambiente online sicuro per i giovani. In concreto: vietare le pratiche dannose che creano dipendenza e mitigare l’impatto del design persuasivo; prevedere algoritmi trasparenti e una “modalità giovani”, “youth mode“, che disattivi la pubblicità mirata ai giovani; avere un codice di condotta per gli influencer.
“L’EU Kids Act della presidente von der Leyen è un passo avanti positivo e va nella direzione indicata dalla nostra relazione sui social media e i giovani – ha detto il relatore Sandro Ruotolo (S&D, IT) – Gli algoritmi non si fermano alle frontiere: l’Europa ha bisogno di norme comuni. Niente social media al di sotto dei 13 anni, accesso supervisionato dai 13 ai 15 anni, compreso un limite di un’ora al giorno, e maggiore autonomia in seguito. La responsabilità non può ricadere solo sui minori e sulle famiglie: le piattaforme devono rendere sicuri i loro prodotti. Non stiamo discutendo solo di ciò che i giovani fanno con i social media, ma di ciò che i social media fanno ai giovani”.
Social media sicuri per i giovani
Con 395 voti a favore, 136 contrari e 80 astensioni, gli eurodeputati chiedono “una strategia europea integrata” che coinvolga legislatori, famiglie e scuole per garantire che i social media e Internet siano sicuri, in particolare per gli utenti più giovani. Digitale e social media offrono opportunità di apprendimento e creatività ma espongono a rischi di dipendenza e cyberbullismo.
Per questo il Parlamento vuole che “le piattaforme si assumano maggiori responsabilità nella protezione dei giovani da contenuti dannosi o manipolatori e che mitighino l’impatto del design persuasivo e fonte di dipendenza”.
La richiesta prevede una serie di misure pratiche per avere social media e ambienti online più sicuri. Gli eurodeputati chiedono alle aziende di: introdurre la verifica dell’età senza raccolta o conservazione di dati personali; aumentare la trasparenza sui sistemi algoritmici dei social media; offrire una “modalità giovani” che disattivi la pubblicità mirata per i minori; implementare standard etici obbligatori per gli amici virtuali basati sull’intelligenza artificiale (“AI companions”); migliorare la trasparenza nell’addestramento dei modelli di IA; e vietare ai sistemi di IA di generare, manipolare o modificare immagini o video che ritraggono contenuti sessuali di una persona senza il suo consenso.
Gli eurodeputati chiedono di proteggere i giovani dai contenuti illegali e dannosi sulle piattaforme di condivisione video. E sollecitano un codice di condotta europeo per gli influencer, con una definizione giuridica di ” influencer marketing ” e il divieto di pratiche commerciali sleali, per una maggiore trasparenza e per rendere palesi le sponsorizzazioni.
