Povertà, crisi climatica, educazione. L’Unicef presenta “le cose da fare” per bambini e adolescenti
Unicef Le cose da fare
Le cose da fare per l’infanzia e l’adolescenza sono tante. In Italia ci sono troppi bambini e bambine in condizioni di povertà; la crisi climatica preoccupa gli adolescenti, un po’ meno rispetto agli anni passati; i servizi per la prima infanzia hanno una copertura del 31,6% con molti divari territoriali.
L’Unicef Italia ha presentato il IV Monitoraggio 2026 del documento “Le cose da fare. Agenda UNICEF 2022–2027 per l’infanzia e l’adolescenza”, il rapporto annuale che restituisce un quadro sullo stato di attuazione delle priorità individuate per promuovere e tutelare i diritti di bambini e adolescenti. Sono cinque le priorità dell’Agenda: Cambiamento climatico, Non discriminazione, Educazione di qualità, Salute mentale e benessere psicosociale e Genitorialità.
Per la tutela di bambini, bambine e adolescenti
Con l’Agenda 2022–2027, Unicef Italia ha presentato al Governo e al Parlamento un documento programmatico con proposte per promuovere e tutelare i diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti che vivono in Italia. L’Agenda si inserisce nel quadro della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, degli Obiettivi dell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile e delle raccomandazioni del Comitato ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Le priorità riflettono alcune delle sfide più importanti del tempo.
“In questo scorcio di legislatura, continuiamo a chiedere a Governo e Parlamento di agire dando priorità a misure che abbiano impatto positivo sulla vita presente e futura dei bambini e degli adolescenti – ha detto il presidente dell’Unicef Italia, Nicola Graziano – Siamo nella fase conclusiva della legislatura e questo è il momento di trasformare gli impegni assunti in azioni concrete e durature. Lo dobbiamo a ogni bambina, bambino e adolescente di questo Paese, indipendentemente da dove sono nati, da dove vivono o dalle condizioni della loro famiglia”.
Povertà, disuguaglianze, ecoansia
Per bambini e adolescenti in Italia sono tante le cose da fare, perché la realtà è piena di disuguaglianze. I dati sulla povertà minorile (fonte Istat) dicono che nel 2024 oltre 1 milione e 280 mila minori vivono in famiglie in povertà assoluta, pari a circa 734 mila famiglie (12,3%), una condizione che presenta forti differenze in relazione alla composizione familiare, alla cittadinanza e al territorio.
I giovani e giovanissimi soffrono la crisi climatica. Secondo un sondaggio UNICEF-Youtrend, il 22% degli italiani dichiara di vivere esperienze riconducibili all’ecoansia. Nel 2025 il 64,4% dei giovani tra 14 e 19 anni si è dichiarato preoccupato per i cambiamenti climatici. Il dato, rilevato dall’Istat, è in diminuzione rispetto al 70,3% registrato nel 2022 e nel 2023 e al 67,9% del 2024. Il monitoraggio evidenzia tuttavia come la crisi climatica rappresenti anche una questione di salute e benessere psicologico: il 22% degli italiani dichiara di vivere esperienze riconducibili all’ecoansia, con il 7% che manifesta sintomi fisici e il 9% sintomi psicologici almeno settimanalmente.
Nell’anno scolastico 2024/2025 solo il 40% degli edifici scolastici risulta accessibile agli alunni con disabilità motoria. Nel 2025 vi è stato un calo dei NEET (giovani inattivi), che rappresentano il 13,3% dei giovani tra 15 e 29 anni (-1,9% rispetto al 2024) ma il dato resta superiore alla media europea e segnato da importanti divari territoriali.
Così come gap e divari ci sono nell’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia (fascia di età 0-2 anni): sono in crescita, con una copertura nazionale di 31,6% nell’anno educativo 2023/2024, ma le differenze territoriali rimangono molto ampie. Si passa dal 13,2% della Campania al 13,9% della Sicilia e al 15,7% della Calabria, mentre il Centro-Nord ha già raggiunto o superato il LEP di 33 posti ogni 100 bambini previsto entro il 2027. Il dato aumenta negli anni grazie agli investimenti del PNRR e al calo delle nascite ma conferma la necessità di rafforzare e rendere più omogenea l’offerta dei servizi per la prima infanzia.
La voce dei giovani
Il monitoraggio di quest’anno parte dalla voce dei giovani e raccoglie esperienze e opinioni maturate nei percorsi di partecipazione promossi dall’Unicef. Emergono richieste di partecipazione effettiva, di servizi accessibili e inclusivi, di maggiore attenzione alle disuguaglianze e di politiche capaci di rispondere alle differenze territoriali e alle condizioni di maggiore vulnerabilità.
“Quest’anno – afferma Graziano – abbiamo scelto di partire dall’ascolto: le ragazze e i ragazzi che abbiamo incontrato nei nostri percorsi di partecipazione ci hanno detto con chiarezza cosa manca e cosa funziona nella loro vita quotidiana. È una novità importante del Monitoraggio 2026, che non si limita a leggere i dati, ma li mette in dialogo diretto con le loro parole. Chiediamo alle istituzioni di ascoltare questa voce con la stessa serietà con cui noi l’abbiamo raccolta”.
