Ddl caregiver, la delusione di Cittadinanzattiva: “Contribuisce a generare disuguaglianze”
Ddl caregiver, la delusione di Cittadinanzattiva: “Contribuisce a generare disuguaglianze” (Foto Pixabay)
Il disegno di legge approvato “non risponde in alcun modo ai bisogni dei caregiver familiari, anzi, contribuisce a generare disuguaglianze e spaccature”. Cittadinanzattiva esprime delusione sul testo approvato ieri in prima lettura alla Camera dei deputati, il ddl caregiver, che riordina e sistematizza la disciplina del caregiver familiare, la figura che si occupa gratuitamente e quotidianamente di persone con disabilità, anziani non autosufficienti, familiari fragili.
Il nuovo testo di legge sui caregiver prevede di portare da 25 a 40 chilometri la distanza massima tra la residenza del caregiver e quella della persona assistita. Prevede l’innalzamento da 15.000 a 25.000 euro della soglia ISEE per accedere al contributo economico. Rimangono però alcune criticità: i requisiti previsti continuano a escludere molti caregiver e l’ampliamento dei potenziali beneficiari non è accompagnato da risorse aggiuntive. C’è dunque un problema di fondi. Il provvedimento prevede 257 milioni di euro nel 2027 e 260 milioni annui dal 2028. Servirebbe molto di più.
Il sostegno previsto per i caregiver
Il ddl caregiver riconosce il valore sociale dell’assistenza prestata. Secondo la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, “questa legge, a tutele differenziate, parte dal garantire un sostegno concreto anche dal punto di vista economico a chi ha un carico di cura 24 ore su 24, e le tutele sono differenziate proprio per questo, per riconoscere tutti i caregiver familiari secondo la definizione del famoso comma 255, ma garantendo sostegni e misure ad intensità differente se differente e’ l’impegno anche nel carico di cura”.
Il ddl individua quattro profili di caregiver in base all’impegno di cura e alla convivenza: caregiver prevalente (almeno 91 ore settimanali di assistenza, convivente con la persona assistita in condizione di non autosufficienza); caregiver convivente (almeno 30 ore settimanali, ma meno di 91); caregiver non convivente (almeno 30 ore settimanali) e caregiver con impegno ridotto (almeno 10 ore settimanali e meno di 30).
Il testo prevede che, a partire dal 2027, viene attribuito un contributo mensile al caregiver familiare prevalente; il requisito è di non svolgere attività lavorativa o svolgerla entro il limite di 3.000 euro lordi annui, avere un Isee non superiore a 25.000 euro. L’importo procapite massimo trimestrale è di 1.200 euro; si arriva dunque a un massimo di 400 euro al mese. Per i caregiver con Isee fino a 15.000 euro, il contributo è determinato in misura indipendente dall’Isee. Per quelli con Isee tra 15.000 e 25.000 euro, l’importo è ridotto proporzionalmente (Quotidiano Sanità).
“Troppi paletti e pochi diritti”
Le critiche al testo non sono mancate: la platea intercettata sarà ristretta.
“Questa legge chiede ai caregiver di rinunciare al lavoro, al sonno e spesso alla propria salute per ricevere un sostegno che arriva fino a 400 euro al mese: poco più di un euro l’ora. È un riconoscimento pieno di paletti e povero di diritti – ha detto Marco Furfaro, deputato dem e responsabile nazionale Welfare del Pd – Dalla convivenza obbligatoria alle 91 ore settimanali di assistenza, fino al tetto di 3.000 euro lordi annui da lavoro, i requisiti rischiano di escludere proprio chi ha bisogno di essere sostenuto. Su 7 milioni di caregiver la legge si occuperà di poche decine di migliaia. La cura non si misura con il cronometro e non può diventare una condanna alla povertà”.
Cittadinanzattiva: non risponde ai bisogni dei caregiver
Esprime delusione anche Cittadinanzattiva.
“Nonostante si tratti di un provvedimento atteso da anni per dare una cornice organica a chi assiste stabilmente una persona cara non autosufficiente, il testo licenziato – commenta l’associazione – si traduce in un impianto che burocratizza la fatica del caregiver e lo isola nel suo ruolo, fallendo nel passaggio fondamentale dal mero riconoscimento formale alla garanzia di diritti concreti”.
Delle novità previste dalla normativa sui caregiver e delle questioni ancora aperte, Cittadinanzattiva parlerà martedì 20 ottobre, dalle ore 10.30 alle 12.30, in un appuntamento dello sportello virtuale dedicato: un’occasione per comprendere meglio il contenuto del testo, chiarire i dubbi e ricevere orientamento sui diritti e sulle tutele. (Per prenotarsi, cliccare qui)
“Ribadiamo la nostra contrarietà rispetto ad un testo che non risponde in alcun modo ai bisogni dei caregiver familiari, anzi, contribuisce a generare disuguaglianze e spaccature attraverso la rigida categorizzazione prevista – afferma Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva – In vista del passaggio del testo al Senato, ne chiediamo pertanto una radicale revisione. Riconoscere chi cura deve significare produrre diritti, tutele e servizi realmente accessibili, senza creare nuove linee di esclusione proprio tra coloro che ogni giorno sostengono una parte essenziale del welfare del nostro Paese”.
