ENERGIA. Gas, Consumatori: “Rischio aumenti di 30 euro”
Il 1° ottobre l’Autorità per l’energia elettrica e il gas aveva annunciato un leggero calo, dello 0,1%, sulle bollette del gas. Alle aziende, a cominciare dalle più grandi, questo intervento non è andato a genio e alcuni operatori, tra cui Eni, Enel, Gas Plus A2A, hanno deciso di fare ricorso al Tar Lombardia per annullare la Delibera dell’Autorità. La denuncia arriva dal fronte dei Consumatori. Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Confconsumatori e Movimento Difesa del Cittadino parlano in una nota congiunta del rischio di un aumento fino a 30 euro sulla bolletta del gas delle famiglie italiane.
"Voler caricare sulle famiglie la difesa dei propri profitti, facendo aumentare le bollette in un momento di grande crisi, è un attacco ai consumatori a cui ci opporremo in ogni modo – affermano le Associazioni, precisando che se i ricorsi fossero accolti, c’è il rischio concreto di forti aumenti proprio all’inizio della stagione più fredda. "Gli operatori non possono pretendere di far pesare sulle bollette degli italiani la difesa dei loro alti margini di guadagno: invece che andare contro i consumatori, si diano da fare per acquistare al meglio e sfruttare le riduzioni dei prezzi a livello internazionale". "Infatti – sottolineano le Associazioni – l’Autorità per l’energia ha modificato il metodo di calcolo della materia prima gas nel suo recente aggiornamento trimestrale delle bollette, proprio per trasferire ai consumatori i benefici della riduzione dei prezzi internazionali".
"Chiedere di annullare questo provvedimento è una scelta ingiusta, così come è grave e ingiusta – concludono le Associazioni – la recente decisione di diversi operatori (tra cui Eni, Anigas e Assogas) di fare ricorso contro il provvedimento dell’Autorità che consentiva di pagare a rate i maxi conguagli tariffari per il gas richiesti ai consumatori. In questo modo, molte famiglie saranno costrette a subire un salasso insostenibile, senza potersi difendere".
"La decisione dell’Autorità – scrivono in un’altra nota Adusbef, Assoutenti, Federconsumatori e Movimento Consumatori – non è di tipo populista o amministrativista, dal momento che determina il prezzo del metano tenendo conto della forte riduzione del prezzo all’ingrosso del gas nei mercati internazionali. Quest’ultima, partita dagli Stati Uniti, si è diffusa in Europa già nella scorsa primavera, portando le Associazioni dei Consumatori a chiedere all’Autorità l’adozione di un nuovo meccanismo per la fissazione del prezzo del gas per le famiglie, che tenesse conto di ciò che avviene nel mondo. Le Associazioni dei Consumatori affiancheranno l’Autorità dell’Energia in questa battaglia, sul piano legale, politico e commerciale, per affermare il principio che gli effetti positivi della globalizzazione e della concorrenza devono sempre e tempestivamente trasferirsi sui prezzi al dettaglio per le famiglie".

