Dovrebbe riaprire, in via provvisoria, entro la fine dell’anno il gasdotto Transitgas, fuori servizio da luglio. Dall’infrastruttura dipende buona parte dell’eventuale criticità nell’approvvigionamento del gas in Italia in vista dell’inverno. È quanto rende noto il Ministero dello Sviluppo Economico. "Il gasdotto della Transitgas AG è fuori servizio dal 23 luglio 2010, in seguito a una serie di frane scese nello Spreitlauigraben (Comune di Guttannen, Cantone Berna) – informa una nota del MSE – Come conseguenza, quest’inverno in Italia potrebbe verificarsi una situazione critica negli approvvigionamenti. Lunedì, Transitgas AG ha discusso delle misure immediate pianificate con i rappresentanti dell’Ufficio federale dell’energia (UFE) svizzero e il Ministero dello Sviluppo Economico. Il risanamento delle opere di protezione contro le frane nello Spreitlauigraben permetterà di ripristinare il gasdotto, in via provvisoria, prima della fine dell’anno. Le autorità svizzere e italiane intendono istituire una task force che si occupi di pianificare il più rapidamente possibile una soluzione definitiva per i prossimi anni".

Le criticità relative al mancato funzionamento del gasdotto erano state ricordate, nei giorni scorsi, dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che in audizione al Senato aveva sottolineato come l’Italia sconti, alla vigilia dell’inverno, "una situazione di problematicità a causa della scarsità di infrastrutture di trasporto e stoccaggio del gas naturale". I tempi di ripristino del gasdotto Transitgas, interrotto da luglio, sono incerti, aveva detto l’AEEG, e se questo rimarrà fuori servizio anche nella seconda parte dell’inverno, aveva spiegato Ortis, "la disponibilità di punta sarebbe appena sufficiente a far fronte al picco potenziale del prelievo giornaliero in caso di freddo eccezionale. Questo, naturalmente, al netto di qualsiasi altro inconveniente sulle rimanenti infrastrutture di approvvigionamento".

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