Roma dà il via libera alla tassa di soggiorno. In nottata, infatti, l’assemblea capitolina ha approvato il regolamento sul nuovo contributo di soggiorno, destinato ai turisti che pernotteranno a Roma dal 1° gennaio prossimo e ai non residenti che andranno sul litorale romano negli stabilimenti di Ostia. La tariffa andrà da tre euro a notte in alberghi a quattro o cinque stelle a un euro per i campeggi, con l’esenzione per i bambini fino a dieci anni.

Il provvedimento ha incontrato la ferma opposizione dell’Adoc, per la quale si tratta di una tassa iniqua che "causerà un calo di presenze fino al 7% e del 15-20% sul litorale romano". L’associazione afferma che la tassa "danneggia pesantemente il turismo della Capitale e del litorale romano", già in difficoltà per la crisi. Spiega il presidente dell’Adoc Carlo Pileri: "Prevediamo che il "contributo di soggiorno" possa causare un ulteriore calo tra il 5 e il 7% delle presenze. Il turismo a Roma deve essere rilanciato, non affossato. Inoltre, applicare il contributo di un euro anche ai non residenti che accedono agli stabilimenti di Ostia è un colpo basso al turismo marittimo. Questo comporterà un crollo della clientela non romana pari al 15-20% e un probabile aumento delle tariffe per sostenere le perdite".

Altri problemi, afferma l’associazione, ci saranno per i bed&breakfast, che accolgono la domanda dei più giovani e delle famiglie che non possono permettersi strutture più costose. Prosegue Pileri: "Aggiungendo il contributo di soggiorno di un euro a persona a notte al prezzo medio di una notte in un B&B, che si attesta sui 35 euro, una famiglia di quattro persone potrebbe spendere in futuro, per un weekend, circa il 22% in più di quanto spenderebbe oggi. Un duro colpo non solo per i turisti con più difficoltà economiche ma anche per gli operatori del settore, che potrebbero subire un calo delle presenze di circa il 10%, con conseguente perdita complessiva di circa 3 milioni di euro all’anno per tutto il settore di Roma, che conta oltre 500 bed&breakfast".

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