Via libera alla consultazione da parte di istituti di credito e società finanziarie di altri Paesi europei delle banche dati italiane, pubbliche e private, contenenti informazioni sul credito. L’ok arriva dal Garante per la protezione dei dati personali allo schema di delibera del Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio (CICR) con il quale viene prevista tale possibilità.

Lo schema di delibera, dando attuazione alla direttiva europea in materia, consente ai finanziatori operanti nell’ambito dell’Unione europea di accedere ai Sic (Sistemi di informazione creditizie) e alla centrale rischi della Banca d’Italia in condizioni "non discriminatorie" rispetto a quelle previste per i finanziatori italiani (in particolare per quanto riguarda i costi, le qualità del servizio di accesso ai dati, le modalità per la sua fruizione e la tipologia di informazioni fornite).

Lo schema prevede inoltre che venga salvaguardato il "principio di reciprocità", su cui si fondano le banche dati sul credito operanti in Italia, in base al quale l’accesso è consentito soltanto ai finanziatori che forniscono a loro volta le informazioni creditizie in loro possesso. Il Garante ha chiarito meglio 2 aspetti: la finalità dell’accesso, che deve essere unicamente la valutazione del merito creditizio del consumatore, e i soggetti cui possono riferirsi le informazioni, vale a dire esclusivamente il consumatore ed i "soggetti col medesimo coobbligati anche in solido", in linea con quanto previsto dal Codice di deontologia sui sistemi informativi in tema di credito al consumo.

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