Maxi bolletta da oltre 4200 euro, Confconsumatori ottiene annullamento
Attraverso il ricorso alla risoluzione alternativa delle controversie Confconsumatori ottiene l’annullamento di una maxi bolletta dell’energia elettrica da oltre 4200 euro relativa a un contratto cessato: la casa cui si riferiva era disabitata, i consumi pari a zero
Maxi bolletta dell'energia elettrica, Confconsumatori ottiene annullamento (Foto Pixabay)
Maxi bolletta dell’energia elettrica da oltre 4200 euro per un’utenza cessata viene totalmente annullata e la cliente ottiene un ristoro economico. È la vicenda seguita da Confconsumatori e riguarda una consumatrice che si era vista recapitare una fattura di energia elettrica per un’utenza che aveva invece consumi pari a zero perché la casa cui si riferivano non era abitata. Il caso si è risolto attraverso il ricorso a strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR).
Maxi bolletta ma zero consumi
Una signora originaria di Messina, oggi residente fuori dalla Sicilia, si era vista recapitare una fattura di energia elettrica del valore di oltre 4.200 euro relativa a un’abitazione al mare ormai disabitata e per la quale il contratto risultava cessato da due anni. Alla sorpresa iniziale si sono aggiunte, nel mese di agosto 2025, insistenti telefonate da parte di una società di recupero crediti che sollecitava il pagamento di presunti “ricalcoli”.
L’utente si è allora rivolta a Confconsumatori dopo aver tentato inutilmente di ottenere spiegazioni presso un punto assistenza del fornitore. L’associazione ha immediatamente presentato un reclamo scritto sia alla società di vendita sia al distributore, ottenendo da quest’ultimo le letture reali del contatore: dati che confermavano consumi pari a zero, coerenti con l’assenza di utilizzo dell’immobile.
A quel punto ha attivato gli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie (ADR). E in sede di conciliazione la società venditrice ha riconosciuto l’errore, procedendo alla rettifica della fatturazione, all’annullamento dell’intero importo richiesto e al riconoscimento di un ristoro economico di 100 euro. Le reali lettura del contatore non erano state trasmesse correttamente alla società venditrice, generando un addebito del tutto ingiustificato.
Cosa fare con richieste di pagamento anomale
Confconsumatori sottolinea dunque il ruolo decisivo svolto dalle ADR. Inoltre, a fronte di richieste di pagamento anomale o poco chiare, l’associazione ricorda che è fondamentale:
- chiedere sempre informazioni e chiarimenti per iscritto;
- pretendere risposte trasparenti e puntuali, come previsto dalle delibere dell’Arera;
- rivolgersi a strutture competenti che possano attivare gli strumenti di conciliazione.
“Le procedure ADR – tra cui la negoziazione paritetica e il Servizio Conciliazione Arera – rappresentano un’opportunità concreta per i consumatori: permettono di risolvere controversie complesse – conclude Confconsumatori – senza ricorrere al giudice, con tempi rapidi e costi nulli per gli utenti”.
