Bambini, la crisi climatica colpisce oltre 1 miliardo con almeno tre pericoli

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In tutto il mondo i bambini sono sempre più esposti a rischi climatici che si sovrappongono fra siccità, ondate di calore, caldo estremo e tempeste tropicali. In Italia oltre 7 milioni sono esposti alle ondate di calore. Il rapporto Unicef sui Rischi climatici per l’infanzia 2026

UNICEF x Flood x Jhang Punjab x 4 Sep 2025 (125)

Bambini esposti alla crisi climatica, rapporto Unicef (Foto credit Unicef)

I bambini non sono responsabili della crisi climatica ma ne pagano il prezzo più alto. Siccità, alluvioni, ondate di calore, tempeste tropicali e non solo: in tutto il mondo quasi la metà dei bambini, oltre un miliardo, è esposta a una combinazione di almeno tre pericoli climatici. Quasi ogni bambino del mondo è esposto ad almeno un pericolo climatico.

La “combinazione” più diffusa, quella che crea rischi per il maggior numero di bambini, è quella di siccità, caldo estremo e ondate di calore, che investe oltre 296 milioni di bambini in tutto il mondo. Sono 115 milioni i bambini esposti a siccità, caldo estremo e tempeste tropicali. E spostando l’attenzione sull’Italia, investita in questi giorni da nuove ondate di calore, emerge che anche nei paesi ad alto reddito gli choc climatici colpiscono l’infanzia. In Italia oltre 6 milioni di bambini sono esposti a ondate di calore prolungato e siccità.

Unicef: il rapporto sui rischi climatici per l’infanzia

Il Rapporto sui rischi climatici per l’infanzia 2026, realizzato dall’Unicef, utilizza i dati disponibili più recenti per mappare l’esposizione dei bambini alle otto minacce climatiche più frequenti. Fra queste ci sono inondazioni costiere, siccità, calore estremo, incendi, ondate di calore, inondazioni fluviali, tempeste di sabbia e polvere e tempeste tropicali.

Il rapporto, pubblicato proprio questo mese, rivela esattamente dove e con quale intensità le minacce climatiche multiple e sovrapposte stanno colpendo i bambini e i servizi sociali essenziali da cui dipendono, e come i governi possono intraprendere azioni di risposta.

I bambini sono esposti alla crisi climatica

Quasi due terzi dei bambini in tutto il mondo (1,5 miliardi) sono esposti a ondate di calore che stanno diventando più frequenti, più lunghe o più intense, e 1,2 miliardi di bambini sono esposti a condizioni di caldo estremo. Questo comporta seri rischi per la salute, l’apprendimento e il benessere dei bambini, soprattutto dove non c’è accesso al raffreddamento, all’acqua potabile e all’assistenza sanitaria. Ulteriori pericoli aggravano questi rischi: 206 milioni di bambini sono esposti a incendi frequenti e intensi e 123 milioni a tempeste di sabbia e polvere.  Circa 337 milioni di bambini vivono in aree colpite da inondazioni fluviali e 662 milioni in aree dove si abbattono tempeste tropicali.

La crisi climatica amplifica il rischio e le minacce alla salute. Due bambini su cinque a livello globale (circa 1 miliardo) vivono in aree esposte alla malaria, una malattia sensibile al clima la cui trasmissione è influenzata dalle temperature e dalle precipitazioni.

Quasi tutti i bambini del mondo, pari a 2 miliardi e 300 milioni, sono esposti all’inquinamento atmosferico. La situazione si aggrava dove mancano acqua e servizi igienico sanitari: 634 milioni di bambini in tutto il mondo non hanno ancora accesso all’acqua potabile e 1 miliardo non dispone di servizi igienico-sanitari sicuri.

«La vite dei bambini continuano a essere sconvolte dall’impatto di ondate di calore, incendi boschivi, siccità e inondazioni – ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF – La metà dei bambini del mondo vive oggi con almeno tre minacce climatiche sovrapposte che influenzano la loro vita quotidiana».

Italia: 6 milioni di bambini esposti a siccità e 7 milioni a ondate di calore

I paesi ad alto reddito non sono immuni dai rischi. La crisi climatica minaccia tutti i bambini come tutti i paesi del mondo, anche se con un impatto diverso legato alla presenza di servizi e strutture adeguate a fronteggiare il pericolo. In Italia fra 6 e 7 milioni di bambini sono a rischio.

«Voglio ricordare che nel nostro paese, secondo il recente rapporto UNICEF sui Rischi Climatici per l’Infanzia 2026, 7.224.126 di bambini sono esposti a ondate di calore e 6.375.600 alla siccità – ha detto Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia – É necessario essere preparati a proteggere questi bambini e le persone più fragili. Il cambiamento climatico riguarda tutti. Sono necessari sforzi urgenti per ridurre le emissioni di gas serra o i rischi climatici diventeranno sempre più frequenti e gravi, mettendo a dura prova i bilanci e i sistemi governativi e minacciando il benessere dei bambini».

I fattori di rischio più diffusi e con maggiore incidenza in Italia sono la siccità, cui risultano esposti oltre il 73% dei minori, con un rischio elevato, e le ondate di calore, che investono quasi l’83% dei bambini. In Italia il 91,98% dei bambini è esposto all’inquinamento atmosferico (PM. 2.5) con un rischio valutato come elevato.

Come proteggere i minori

«La vite dei bambini continuano a essere sconvolte dall’impatto di ondate di calore, incendi boschivi, siccità e inondazioni – ha dichiarato Catherine Russell, Direttrice generale dell’UNICEF – La metà dei bambini del mondo vive oggi con almeno tre minacce climatiche sovrapposte che influenzano la loro vita quotidiana».

La vulnerabilità dipende poi dall’accesso a servizi sociali essenziali, all’acqua potabile, all’assistenza sanitaria, all’istruzione.

Fra le richieste dell’Unicef c’è quella di proteggere i bambini attraverso misure inclusive di adattamento ai cambiamenti climatici. I bambini e i servizi per loro essenziali devono essere inclusi nei piani nazionali di adattamento alla crisi climatica e nella governance dei rischio di catastrofi.

Questo comprende provvedimenti come lo sviluppo di strutture scolastiche sicure ed ecologiche, di strutture sanitarie resilienti al clima, la garanzia della sicurezza alimentare dei bambini, l’efficacia dei sistemi di allerta precoce multirischio per i bambini, il rafforzamento dell’efficienza dei servizi idrici e igienico-sanitari e dei sistemi di protezione sociale in grado di rispondere agli choc climatici. «Quando rafforziamo i sistemi sanitari e scolastici – ha detto Russell – e miglioriamo le infrastrutture tenendo conto dei bambini, li proteggiamo dalle minacce climatiche odierne e contribuiamo a garantire il loro futuro».

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