Abusi sessuali su minori, l’Europa concorda norme più severe
L’Ue raggiunge un accordo su norme più severe contro gli abusi sessuali su minori, anche online. Vengono introdotti nuovi reati, compresi quelli legati all’uso dell’intelligenza artificiale per generare abusi, e termini di prescrizione più lunghi per dare alle vittime il tempo di denunciare
Abusi sessuali su minori, l’Europa concorda norme più severe (Foto Meruyert Gonullu per Pexels)
L’Europa concorda norme penali più severe contro gli abusi sessuali su minori, l’adescamento dei minori online e lo sfruttamento dell’intelligenza artificiale per materiale che contiene abusi sui minori. Un accordo politico, raggiunto ieri fra Parlamento europeo e Consiglio, aggiorna le regole di diritto penale sugli abusi sessuali e lo sfruttamento sessuale su minori. Le norme riviste, che devono essere confermate da entrambe le istituzioni e formalmente adottate, coprono un maggior numero di reati, prevedono pene più severe e vogliono garantire un’azione penale più efficace, anche attraverso l’allungamento dei termini di prescrizione. Il nuovo quadro normativo fornisce regole chiare in materia di consenso e rafforza l’assistenza alle vittime.
La tecnologia usata per abusare
L’aggiornamento introduce nuovi reati che rispecchiano la realtà e l’evoluzione tecnologica, sfruttata anche per commettere abusi sessuali su minori.
Le nuove norme criminalizzando l’uso della tecnologia per generare immagini e video di abusi sessuali su minori, deepfake e altro materiale, lo streaming in diretta di abusi sessuali su minori, l’estorsione sessuale e i sistemi di intelligenza artificiale usati per produrre materiale pedopornografico.
Minacce digitali e abusi sessuali online sono aumentati nel corso degli anni. Secondo dati della Commissione europea, le segnalazioni di abusi sessuali su minori online sono aumentate da 1 milione nel 2010 a oltre 23 milioni nel 2025. Si parla di 61,8 milioni di file, di cui 29,4 milioni di immagini e 26,3 milioni di video. C’è stato anche aumento esponenziale dell’adescamento online dei bambini (grooming), con il numero di segnalazioni in aumento di oltre 30 volte negli ultimi 5 anni.
“I bambini meritano una protezione che tenga il passo con il mondo in cui vivono – ha detto Magnus Brunner, Commissario per gli Affari interni e la migrazione – La presente direttiva offre esattamente questo: norme modernizzate che affrontano direttamente il materiale abusivo generato dall’IA, i deepfake e l’estorsione sessuale, garantendo nel contempo alle vittime il sostegno e il tempo di cui hanno bisogno per chiedere giustizia. Ma definire il crimine da solo non è sufficiente – abbiamo anche bisogno di applicazione. Fino all’80 % delle indagini sugli abusi sessuali su minori si basa sulle segnalazioni dei fornitori di servizi online: senza una solida regolamentazione a lungo termine che richieda tale segnalazione, rischiamo di lasciare le vittime nell’ombra. Chiediamo ai colegislatori di agire”.
Ampliamento dei reati
Le nuove norme aggiornano i reati esistenti e ne creano di nuovi per garantire che tutte le forme di abuso e sfruttamento sessuale dei minori siano criminalizzate, compreso l’utilizzo di innovazioni tecnologiche per commettere tali reati.
Sarà dunque punibile pagare per accedere allo streaming di abusi sessuali su minori; progettare o adattare sistemi di intelligenza artificiale per produrre materiale pedopornografico, così come distribuire tali sistemi, sarà considerato reato. Questo aggiornamento, spiega il Consiglio, si è reso necessario a causa della crescente diffusione di deepfake o di materiale pedopornografico generato dall’intelligenza artificiale.
La nuova legge affronta il tema del grooming, l’adescamento online di minori a fini sessuali: è considerato reato l’adescamento, ovvero la sollecitazione di un minore di età inferiore all’età del consenso sessuale a produrre o condividere materiale pedopornografico. Qualora il minore abbia raggiunto l’età del consenso sessuale, la sollecitazione è considerata reato penale in caso di coercizione o minacce, nonché se l’autore del reato si spaccia falsamente per un coetaneo.
Gli Stati membri dovranno inoltre punire l’estorsione sessuale ai danni dei minori, ovvero le situazioni in cui un criminale minaccia un minore affinché riveli materiale pedopornografico al fine di ottenere denaro o ulteriore materiale pedopornografico in cambio. Saranno inoltre punibili il possesso e la distribuzione di istruzioni su come commettere abusi sessuali su minori o su come produrre materiale pedopornografico (ad esempio tramite un libro, una guida online o un suggerimento).
Più tempo per denunciare
Le norme introducono termini di prescrizione più lunghi. Le vittime di abusi sessuali su minori possono impiegare anni o decenni prima di farsi avanti e denunciare i crimini. Da qui l’esigenza di estendere i termini di prescrizione per i reati di abuso sessuale su minori e prevedere un periodo più lungo per indagare e perseguire i reati dopo che la vittima ha raggiunto la maggiore età. Questo periodo arriva fino a 32 anni per lo stupro di minori, sia al di sotto che al di sopra dell’età del consenso sessuale, nonché per l’induzione di un minore alla prostituzione.Per la maggior parte dei reati contemplati dalla legge e punibili con pene detentive da 5 a 10 anni, il termine di prescrizione sarà di 20 anni. Per un terzo gruppo di reati, tra cui la produzione di materiale pedopornografico, il termine sarà di 15 anni. Le nuove norme contribuiranno inoltre a rendere più semplice per i professionisti che lavorano con i bambini segnalare casi di abuso sessuale o sfruttamento sessuale minorile.
Sostegno alle vittime
L’accordo prevede poi un maggior sostegno delle vittime, riconosciute come sopravvissute agli abusi. Le vittime minorenni devono avere accesso tempestivo e gratuito ai servizi sanitari e all’assistenza legale. La nuova direttiva include anche norme sull’alloggio temporaneo per le vittime. Gli Stati membri devono garantire che le vittime di abusi sessuali su minori abbiano il diritto di chiedere un risarcimento al responsabile.
Queste norme sono infine complementare a una proposta che definisce gli obblighi delle aziende internet su individuazione, segnalazione e alla rimozione di materiale pedopornografico dai propri servizi. I negoziati su questa proposta sono tuttora in corso.
