Acqua potabile, Cittadinanzattiva: a Roma disservizi quotidiani e soluzioni fai-da-te

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Un rapporto di Cittadinanzattiva Lazio denuncia una criticità strutturale nella Capitale: pressione insufficiente, interruzioni frequenti e disagi diffusi colpiscono migliaia di persone.

acqua potabile

https://pixabay.com/it/photos/acqua-in-esecuzione-lavello-5928700/(Foto Pixabay)

Nel 2025, nella Capitale d’Italia, l’accesso all’acqua potabile non è garantito a tutti. Non si tratta di episodi isolati, ma di una problematica strutturale e diffusa che incide sulla vita quotidiana di migliaia di cittadini. È quanto emerge dal Rapporto “Acqua potabile a Roma: miraggio o servizio?”, realizzato da Cittadinanzattiva Lazio sulla base di 155 segnalazioni raccolte tra settembre e novembre 2025.

Disservizi quotidiani: pressione insufficiente e interruzioni frequenti

Il dato più allarmante riguarda la frequenza dei disservizi: oltre il 70% dei cittadini segnala problemi ogni giorno, mentre quasi il 7% li definisce costanti. Le criticità principali sono la pressione dell’acqua insufficiente (87,7%) e le interruzioni della fornitura, anche brevi ma ripetute (72,7%). In circa il 15% dei casi emergono anche problemi di qualità dell’acqua, legati a odore, colore o sapore.

Le segnalazioni provengono quasi interamente dal Comune di Roma (97,4%) e coinvolgono almeno 9 Municipi su 15, con una concentrazione significativa nel Municipio VII, ma con dati rilevanti anche nei Municipi I e VIII. Il problema interessa soprattutto palazzi medio-alti e piani superiori, dove la pressione dell’acqua risulta particolarmente critica, confermando la natura sistemica del fenomeno.

Vita quotidiana compromessa: disagi, danni e fragilità

Le conseguenze sulla vita quotidiana sono pesanti: il 94% dei rispondenti denuncia disagi personali, il 37% segnala danni a elettrodomestici come caldaie e lavatrici e oltre il 33% dichiara danni economici diretti. Un quarto dei cittadini riferisce gravi difficoltà legate all’igiene personale e domestica.
Le testimonianze raccolte raccontano una quotidianità fatta di “turni” per lavarsi, fare le pulizie o accumulare acqua in taniche e bottiglie, con un impatto particolarmente grave su anziani, bambini e persone fragili, presenti rispettivamente nel 22% e nel 26% dei nuclei familiari coinvolti.

Segnalazioni senza risposte e soluzioni a carico dei cittadini

Di fronte a questi disservizi, i cittadini hanno tentato diverse strade: oltre il 77% ha contattato l’amministratore di condominio e il 68% ha segnalato il problema al numero verde ACEA, spesso senza risultati soddisfacenti. Il 65% dichiara che le azioni intraprese non hanno risolto la situazione, mentre solo il 15% parla di una soluzione definitiva.
In molti casi si è ricorsi a soluzioni autonome, come l’installazione di pompe e sistemi di accumulo: efficaci in circa l’80% dei casi, ma a costo di investimenti economici privati per compensare un servizio pubblico carente.

Un diritto fondamentale da garantire

Sulla base delle caratteristiche dei condomìni coinvolti e della natura sistemica dei disservizi, Cittadinanzattiva Lazio stima che il problema possa interessare tra le 7.000 e le 10.000 persone nella sola area urbana monitorata.

“L’accesso all’acqua potabile è un diritto fondamentale e non può dipendere dalla capacità economica dei singoli cittadini”, dichiara Elio Rosati, segretario regionale di Cittadinanzattiva Lazio, sottolineando la necessità di una presa in carico istituzionale immediata e strutturata.

Cittadinanzattiva Lazio porterà i risultati del Rapporto all’attenzione del Comune di Roma, della Regione Lazio e delle istituzioni competenti, avanzando proposte concrete per garantire equità, continuità e trasparenza nella gestione del servizio idrico. Un passaggio necessario per trasformare l’accesso all’acqua potabile da miraggio a servizio realmente universale.

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