Mobilità elettrica, prospettive e criticità nello scenario post Covid

Mobilità elettrica, prospettive e criticità nello scenario post Covid

L’emergenza Coronavirus ha cambiato le abitudini e i comportamenti dei cittadini in relazione a diversi aspetti della vita quotidiana. Uno di questi è sicuramente quello legato alla mobilità, complici le misure di sicurezza anti Covid, che impongono limitazioni al trasporto pubblico e distanziamento sociale, ma anche una maggiore sensibilizzazione in tema di tutela ambientale, che spinge i cittadini verso una mobilità alternativa e sostenibile: micromobilità elettrica e sharing mobility.

Secondo gli esperti di Bain & Company, all’interno di questo scenario, la mobilità elettrica rappresenta un’opportunità di crescita per il Paese.

Mobilità elettrica, quali prospettive?

Bain & Company ha realizzato recentemente uno studio per analizzare l’impatto della pandemia sul settore automotive. Secondo l’indagine, i concessionari più piccoli e quelli fortemente indebitati rappresentano oltre il 70% della distribuzione e sono a rischio di liquidità in caso di mancati interventi. Considerando anche il Decreto Rilancio e iniziative spot delle concessionarie – afferma la società – la quota di aziende a rischio concreto di default stimano possa scendere al 20% circa.

“L’intero comparto automotive – spiegano – ha subito con il Covid una situazione mai sperimentata prima: blocco delle vendite e ritorno progressivo all’utilizzo dell’auto privata”.

 

Mobilità elettrica, quali prospettive?
Mobilità elettrica, quali prospettive?

“Il progressivo ritorno all’auto privata, molte volte seconde o terze auto poco utilizzate e molto obsolete – sottolinea Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company – ha come effetti collaterali sicuramente un impatto sul traffico, aumentando considerevolmente le congestioni nei centri cittadini e, nel caso in cui vengano “ri-attivate” auto obsolete, un aumento delle emissioni inquinanti.

È quindi importante cogliere il momento e sicuramente il ricorso progressivo all’auto elettrica può rappresentare un valido complemento alle auto di nuova generazione a basse/zero emissioni inquinanti. Entrambe le tipologie di alimentazione devono essere valutate come potenziali leve per ridurre l’impatto delle emissioni inquinanti di troppi veicoli obsoleti che vengono rimessi su strada”.

Quali sono le criticità ad oggi?

Secondo i dati di Bain & Company ad oggi l’Italia dispone di una rete capillare di 10.000 punti di ricarica pubblici in Italia.

“Lo sviluppo di un network di ricariche pubbliche deve essere il volano dello sviluppo della mobilità elettrica in Italia – afferma Roberto Prioreschi, Managing director per Bain Italia, Grecia e Turchia e responsabile della practice energy italiana. – Gli investimenti nel settore sono stati consistenti e continueranno nei prossimi anni, anche grazie all’auspicata semplificazione dei processi autorizzativi. Ciò porterà l’Italia sia per numerica, che per qualità della rete di ricarica a livello dei principali Paesi Europei, quali Germania e Francia, dove i punti di ricarica sono pari a circa 4 volte quelli presenti nel nostro Paese

Secondo Alessandro CadeiPartner di Bain & Company e responsabile EMEA della practice Energy & Utility, vi sono, inoltre, due aspetti critici per lo sviluppo di una rete efficiente:

la creazione di un network di colonnine ad alta potenza per garantire soste brevi lungo le tratte ad alta percorrenza e la revisione delle tariffe di ricarica pubblica come in parte abbozzato dal DL Semplificazioni”

Il partner di Bain & Company ricorda, inoltre, “il ruolo dell’infrastruttura di ricarica “privata”, sia a livello di cliente finale, che nel settore delle flotte (ad esempio light duty) il cui sviluppo integrerà e velocizzerà l’adozione di un modello di mobilità sostenibile”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

Parliamone ;-)