Moda di lusso nel mirino di Bruxelles: maxi multa per Gucci, Chloé e Loewe
La Commissione europea sanziona tre colossi del lusso per pratiche anticoncorrenziali. Duro il commento del Codacons: “Comportamenti arroganti che danneggiano i consumatori”.
Tre brand della moda di lusso,Gucci, Chloé e Loewe, finiscono nel mirino dell’Antitrust europeo. La Commissione Ue ha inflitto una maxi multa da oltre 157 milioni di euro alle tre maison della moda, accusate di aver imposto ai propri rivenditori prezzi di vendita rigidi, violando le norme europee sulla concorrenza.
Secondo l’indagine, le aziende hanno limitato la libertà dei distributori indipendenti, sia nei negozi fisici che nelle piattaforme online, impedendo loro di stabilire autonomamente sconti o promozioni. “Un comportamento che riduce la concorrenza e aumenta i prezzi per i consumatori”, si legge nella nota ufficiale della Commissione.
La pratica del “Resale Price Maintaining”
Le violazioni contestate rientrano nella pratica del Resale Price Maintaining (Rpm), ossia il mantenimento del prezzo di rivendita.
In base alle prove raccolte, Gucci, Chloé e Loewe avrebbero imposto ai rivenditori di non discostarsi dai prezzi raccomandati, limitando i periodi di sconto e talvolta vietando promozioni. Le restrizioni avrebbero riguardato l’intero Spazio Economico Europeo, e interessato quasi tutte le categorie di prodotto – dall’abbigliamento agli accessori, fino alla pelletteria.
Le aziende coinvolte e la riduzione delle sanzioni
Le tre case di moda appartengono a importanti gruppi internazionali:
- Gucci, con sede in Italia, è controllata dal gruppo francese Kering;
- Chloé, marchio francese, fa capo alla svizzera Compagnie Financière Richemont;
- Loewe, con sede in Spagna, è parte del colosso LVMH.
Le sanzioni, seppur ingenti, sono state ridotte grazie alla collaborazione delle aziende con la Commissione. Bruxelles ha ribadito che la violazione “ha avuto effetti diretti sui prezzi finali”, falsando la concorrenza e riducendo la libertà dei consumatori di scegliere in base a offerte competitive.
La reazione del Codacons: “Profitti a danno dei consumatori”
Soddisfazione arriva dal Codacons, che definisce la decisione dell’Ue “giusta e necessaria”.
“Ancora una volta dai colossi della moda assistiamo a pratiche arroganti e vergognose tese ad aumentare i propri profitti a danno dei consumatori”, commenta l’associazione.
Il Codacons sottolinea come le restrizioni imposte ai rivenditori, volte a controllare sconti e prezzi, abbiano avuto un doppio effetto negativo: da un lato, una minore concorrenza e una scelta più limitata per i consumatori; dall’altro, un mantenimento artificiale dei prezzi alti, con un danno economico diretto per gli acquirenti.
“Giusta quindi la sanzione elevata dall’Antitrust Ue – conclude l’associazione – anche se l’entità della multa non è paragonabile agli enormi profitti ottenuti dalle case di moda grazie alle pratiche scorrette accertate.”
Un segnale forte al settore del lusso
Per la Commissione europea, il caso rappresenta un chiaro monito al comparto della moda e del lusso: nessuno è al di sopra delle regole del mercato.
Il mantenimento dei prezzi di rivendita è vietato dal diritto della concorrenza Ue e, secondo Bruxelles, “ostacola la libera determinazione dei prezzi e danneggia direttamente i consumatori europei”.
La multa a Gucci, Chloé e Loewe segna quindi un precedente importante, destinato a influenzare le future pratiche commerciali del settore e a rafforzare la tutela del mercato interno europeo.

