Potere d’acquisto delle famiglie in frenata (fonte foto: pexels-julia-avamotive)

Il potere d’acquisto delle famiglie rallenta per l’aumento dei prezzi. Secondo l’Istat, nel primo trimestre 2022 il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto soltanto dello +0,3% rispetto al trimestre precedente. Meno del reddito delle famiglie e della propensione al risparmio, che aumenta. Secondo le associazioni dei consumatori sono dati che preludono alla caduta del potere d’acquisto, anche perché con un’inflazione all’8% le famiglie taglieranno sui consumi.

Istat, reddito e potere d’acquisto delle famiglie

Il reddito disponibile delle famiglie, dice oggi l’Istat, è aumentato del 2,6% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia, per effetto del generalizzato aumento dei prezzi (+2,2% la variazione del deflatore implicito dei consumi finali delle famiglie), il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto soltanto dello +0,3% rispetto al trimestre precedente.

La propensione al risparmio delle famiglie è pari al 12,6%, in aumento di 1,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, a fronte di un aumento della spesa per consumi finali dell’1,4% in termini nominali.

Consumatori: verso il crollo

Nel commento dell’Istat, “il potere d’acquisto delle famiglie ha segnato una lieve crescita”. Per le associazioni dei consumatori è il preludio al calo.

«Il rallentamento della crescita del potere d’acquisto è solo il primo passo verso la sua inevitabile caduta. L’inflazione oramai alle stelle avrà come conseguenza quella di portare in territorio negativo il potere d’acquisto, mentre i consumi formalmente reggeranno ancora per qualche trimestre, gonfiati dall’aumento dei prezzi – spiega Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Per questo il Governo deve fare di più. Il bonus di 200 euro è insufficiente per invertire questa rotta».

Per il Codacons i dati diffusi oggi su reddito e potere d’acquisto delle famiglie sono destinati a peggiorare nel prossimo trimestre.

«Già nel primo trimestre dell’anno l’Istat registra una riduzione del potere d’acquisto e una crescita dei consumi più bassa rispetto al reddito – dice il presidente Carlo Rienzi – Numeri purtroppo destinati ad aggravarsi come effetto dell’inflazione alle stelle che ha raggiunto un tasso dell’8%, del perdurare dell’emergenza energia e dell’escalation dei carburanti. A risentirne saranno non solo redditi e capacità di spesa dei cittadini, ma anche i consumi, perché gli italiani reagiranno alla situazione attuale riducendo gli acquisti, con evidenti danni per l’economia nazionale. Dinanzi a tale situazione, il Governo non ha ancora adottato alcuna misura per salvare i bilanci delle famiglie e contenere la crescita dei listini al dettaglio, e ci chiediamo cosa si aspetti ancora per fermare speculazioni e inflazione».

Parliamone ;-)