Istat, a febbraio 2025 aumenta la fiducia dei consumatori (Foto Pixabay)

A febbraio 2025 l’Istat stima un aumento della fiducia dei consumatori (da 98,2 a 98,8) mentre l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese scende da 95,7 a 94,8.

Commenta l’Istat: “L’aumento del clima di fiducia dei consumatori è trainato da valutazioni in miglioramento soprattutto sulla situazione economica personale; dinamica decisamente positiva anche per il saldo dei giudizi sull’opportunità di effettuare acquisti di beni durevoli nella fase attuale”.

Tra i consumatori, infatti, c’è un miglioramento delle opinioni sulla situazione personale, corrente e futura mentre peggiorano le valutazioni sulla situazione economica generale: il clima personale aumenta da 97,1 a 98,3, quello corrente sale da 99,8 a 100,5 e il clima futuro passa da 96,1 a 96,6; invece il clima economico diminuisce da 101,3 a 100,2.

“Il dato è positivo. Si è recuperata, infatti, la fiducia persa nel quarto trimestre 2024”, evidenzia il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona, che sottolinea come si tratti del seconda migliore performance da quando ha giurato il Governo Meloni.

“Permangono, però, alcune ombre – prosegue Dona – come il peggioramento sia del giudizio che sulle attese sulla situazione economica dell’Italia, il calo delle attese sulla situazione economica della famiglia o sulle opportunità di risparmiare che, letteralmente, precipitano da 146,6 a 134,9, con un crollo di 11,7 punti percentuali. Insomma, con il caro bollette, difficile immaginare di poter mettere da parte dei soldi”.

Per il Codacons sulla fiducia di consumatori e imprese ci sono luci e ombre.

“Se l’incremento della fiducia dei consumatori è un segnale positivo specie sul fronte della propensione ai consumi e alla spesa, il calo dell’indice per le imprese è un segnale che va nella direzione opposta e desta preoccupazione – afferma il Codacons – Per questo il governo deve affrontare in modo serio ed efficace il nodo bollette, adottando misure realmente in grado di abbattere i costi energetici non solo per le famiglie, ma anche per le imprese, che a causa dell’elevata spesa per l’energia perdono competitività rispetto al resto d’Europa”.

Parliamone ;-)