Compagnie petrolifere, Associazioni: danni economici ai consumatori (Foto Pixabay)

Dall’intesa restrittiva della concorrenza sono arrivati danni economici ai consumatori. Le associazioni sottolineano la gravità del cartello trovato dall’Antitrust, che ha multato sei compagnie petrolifere per essersi coordinate nel determinare il valore della componente bio inserita nel prezzo del carburante. 936 milioni di euro di multa per comportamenti che si sono protratti dal 2020 a metà 2023.

Danni economici e alla collettività

«Una vergogna! Nonostante le continue iniziative di greenwashing e le pubblicità piene di natura e bei colori, ancora una volta emerge il vero volto delle compagnie petrolifere, Eni in testa – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – Un doppio danno! Un danno economico per gli automobilisti, che andrebbero risarciti per il maggior prezzo pagato per colpa di questa intesa ma anche un danno alla collettività, considerato che questa componente bio è obbligatoria proprio per ragioni ambientali».

Per Dona è importante che «finalmente l’Antitrust abbia trovato le prove di un’intesa restrittiva della concorrenza nel settore dei carburanti, da sempre ipotizzata da noi e dalle altre associazioni di consumatori nei vari esposti presentati da anni. Ora speriamo – conclude – che le indagini possano allargare il loro spettro, accogliendo ad esempio la nostra denuncia fatta in occasione del riordino delle accise deciso a maggio di quest’anno dal Governo, quando al rialzo del gasolio doveva corrispondere un calo corrispondente della benzina. Partita di giro che invece non ci fu».

Verso una class action?

Il Codacons annuncia che sta valutando una possibile class action per gli automobilisti danneggiati che eventualmente abbiano ricevute di acquisto o prove dei pagamenti (bancomat, carte di credito) di rifornimenti fatti nel periodo dell’intesa.

“L’intesa restrittiva della concorrenza accertata dall’Autorità – afferma il Codacons – ha portato ad ingiustificati rincari dei prezzi dei carburanti a danno di una moltitudine di soggetti, con l’aggravante che gli aumenti dei listini alla pompa sono stati coincidenti per una pluralità di marchi, impedendo così ai consumatori di godere di alternative e di prezzi più bassi, considerato che le sei compagnie sanzionate rappresentano il 90% del mercato italiano dei carburanti”.

Il Codacons “sta valutando la possibilità di intentare una vera e propria class action contro le società coinvolte, finalizzata a far ottenere il giusto ristoro economico agli automobilisti danneggiati”.

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