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AI, gli europei la usano ogni giorno, ma non lo sanno
Una ricerca Equinix rivela un divario di conoscenza: il 41% degli intervistati crede di non usare mai l’IA, pur affidandosi quotidianamente a servizi che la integrano. Fiducia alta, ma consapevolezza bassa.
L’AI è già parte della nostra vita quotidiana, ma la maggior parte degli europei non se ne rende conto. Lo rivela una nuova ricerca di Equinix, azienda globale di infrastrutture digitali, che ha analizzato le percezioni dell’IA in sei Paesi dell’area EMEA (Finlandia, Germania, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito).
Il dato più sorprendente? Il 41% degli intervistati afferma di non aver mai utilizzato l’IA o di farlo raramente, nonostante questa tecnologia alimenti strumenti di uso comune come motori di ricerca, smartwatch, assistenti vocali e persino piattaforme sanitarie o finanziarie.
Fiducia alta, ma poca conoscenza
Il paradosso evidenziato dallo studio è che, pur in presenza di una bassa percezione d’uso, la fiducia nei confronti dell’IA è elevata. Il 77% delle persone non si dichiara preoccupato dal suo crescente ruolo nella società, e oltre la metà si dice fiduciosa nei confronti di questa tecnologia.
Un dato che, secondo Equinix, suggerisce un potenziale di adozione più rapido rispetto a innovazioni passate come internet o il telefono cellulare. Tuttavia, la fiducia non basta: manca una reale comprensione di come l’IA funzioni e di quanto già incida sulla nostra quotidianità.
L’innovazione parte dall’educazione
“L’IA è già nelle nostre tasche, al nostro polso e nelle nostre caselle di posta, ma la maggior parte delle persone non se ne rende conto”, spiega Bruce Owen, Presidente EMEA di Equinix. “Se vogliamo sfruttarne appieno il potenziale, dobbiamo aumentare la consapevolezza del suo utilizzo. L’innovazione parte dall’educazione”.
Owen sottolinea come le piattaforme di IA oggi consentano di accelerare la ricerca farmaceutica, ottimizzare i consumi energetici e migliorare la qualità alimentare riducendo gli sprechi. Tutti progressi resi possibili da solide infrastrutture digitali, senza le quali l’IA non potrebbe operare.
Un’opportunità per un’adozione consapevole
Lo studio evidenzia anche differenze generazionali e di genere: il 72% degli under 35 si dichiara fiducioso verso l’IA, contro il 41% degli over 55. Tra gli uomini la fiducia raggiunge il 62%, mentre tra le donne si ferma al 50%.
Per Emanuela Grandi, Managing Director di Equinix Italia, “i benefici dell’IA sono già visibili in molti settori, ma serve un impegno comune per sostenerne l’adozione con infrastrutture solide e formazione diffusa. Solo così potremo garantire un’innovazione che sia davvero al servizio di tutti”.
Verso una nuova era di consapevolezza digitale
Come accadde per internet e la telefonia mobile, anche l’intelligenza artificiale sta attraversando la sua fase iniziale di incertezza e incomprensione. Ma con una fiducia pubblica già più alta rispetto al passato, questa tecnologia ha le carte in regola per diventare la più rapidamente adottata nella storia moderna.
La sfida ora è trasformare la curiosità e l’entusiasmo in consapevolezza reale: capire come e dove usiamo l’IA è il primo passo per sfruttarne davvero le opportunità.

