Carrello della spesa, Consumatori: ecco quanto pesa l’inflazione sulle famiglie (Foto di dsudigitalthinktank0 da Pixabay)

Carrello della spesa, Consumatori: ecco quanto pesa l’inflazione sulle famiglie

Vola il carrello della spesa e mette a dura prova i bilanci delle famiglie, dicono i Consumatori davanti ai dati Istat sull’inflazione al 9,1%, ma con un carrello della spesa a più 12,7%. Codacons: maggior esborso di oltre 2600 euro l’anno a famiglia. UNC: mille euro in più solo per il cibo

La discesa dei prezzi dei beni energetici spinge in giù l’inflazione che a febbraio è al 9,1%. Ma il carrello delle spesa rincara più 12,7% e i prezzi dei beni alimentari segnano ancora più 13,2% su base annua. Sta in questi due dati la preoccupazione delle associazioni dei consumatori, che stimano in migliaia di euro le ripercussioni dell’inflazione sulle famiglie e il peso dei rincari sulla spesa di tutti i giorni e sull’alimentazione.

Codacons: più 2662 euro l’anno a famiglia

Il calo dell’inflazione a febbraio, dice allora il Codacons, è un dato previsto ma «frutto unicamente della rapida discesa dei beni energetici, mentre i prezzi del carrello della spesa, alimentari e generi ad alta frequenza di acquisto continuano a salire, svuotando le tasche delle famiglie». L’inflazione al 9,1% equivale ad un maggiore esborso pari a +2.662 euro annui per la famiglia “tipo”, dice l’associazione. Spesa che sale a +3.447 euro per un nucleo con due figli.

«È evidente che il calo dell’inflazione è un dato del tutto illusorio, con la discesa delle tariffe energetiche regolamentate e non che altera il dato generale dell’Istat – dice il presidente Carlo Rienzi – Per questo il Governo deve accelerare sul taglio dell’Iva per quei generi più acquistati dalle famiglie, come alimentari e beni di prima necessità, allo scopo di calmierare i listini e difendere il potere d’acquisto dei cittadini».

UNC: per coppie con 2 figli, +1063 solo per il carrello della spesa

C’è un “effetto gas” sull’inflazione, dice l’Unione Nazionale Consumatori. Spiega il presidente Massimiliano Dona: «Il calo dei beni energetici sta contribuendo a raffreddare il rialzo dei prezzi. Una ragione in più, oltre a quella di non dare il colpo di grazia alle famiglie stremate da un anno e mezzo di caro bollette, perché il Governo proroghi anche nel prossimo trimestre tutti gli sconti su luce e gas, altrimenti l’inflazione interromperà il suo cammino in discesa, con effetti devastanti sul potere d’acquisto delle famiglie».

Il costo della vita continua a crescere e così, spiega Dona, «per una coppia con due figli, l’inflazione al 9,1% significa una stangata pari a 2828 euro su base annua, di cui 1015 solo per mangiare e bere, 1063 euro per il solo carrello della spesa. Per una coppia con 1 figlio, la spesa aggiuntiva è pari a 2608 euro, 916 per cibo e bevande, 964 euro per le spese di tutti i giorni. In media per una famiglia il rincaro è di 2199 euro, 744 per prodotti alimentari e bevande analcoliche, 782 euro per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona. Il primato spetta sempre alle famiglie numerose con più di 3 figli con una mazzata pari a 3181 euro, 1212 solo per nutrirsi».

 

Istat prezzi al consumo per regione, febbraio 2023

 

Dove l’inflazione corre di più

I dati Istat fotografano anche l’andamento dell’inflazione su base territoriale.

Emerge che l’inflazione è più alta di quella nazionale nelle Isole (da +11,7% di gennaio a +10,5%) e nel Nord-Ovest (da +10,0% a +9,3%,), è uguale a quella nazionale al Sud (da +9,9% a +9,1%), mentre risulta inferiore nel Nord-Est (da +9,7% a+8,8%) e nel Centro (da +9,6% a +8,6%).

Nei capoluoghi delle regioni e delle province autonome e nei comuni non capoluoghi di regione con più di 150mila abitanti, prosegue l’Istituto, l’inflazione più elevata c’è a Genova (+11,0%), Catania (+10,9%) e Palermo (+10,8%), mentre le variazioni tendenziali più contenute si registrano a Potenza (+6,5%) e ad Aosta (+7,4%).

Sulla base di questi numeri, l’UNC ha stilato la classifica delle città più care in termini di aumento del costo della vita. Al primo posto c’è Bolzano dove l’inflazione pari a +9,3%, pur essendo “solo” l’undicesima più alta d’Italia, si traduce nella maggior spesa aggiuntiva, equivalente a 3261 euro per una famiglia di 3 persone, 2472 euro per una famiglia media. Al secondo posto Milano, seguono Ravenna e Genova. La città meno cara è Potenza, con un’inflazione del 6,5%.


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