Energia

Energia, Cittadinanzattiva: cosa chiedono davvero i cittadini italiani

La consultazione civica nazionale “Energie di Comunità” di Cittadinanzattiva fotografa un Paese diviso tra difficoltà informative, aggressività commerciale, desiderio di sostenibilità e barriere economiche. Ancora poco compresa la povertà energetica, mentre crescono interesse e aspettative verso efficienza e Comunità Energetiche Rinnovabili.

La seconda edizione della consultazione civica nazionale “Energie di Comunità”, promossa da Cittadinanzattiva e rivolta a 2.316 cittadini in tutta Italia, restituisce un quadro chiaro dei bisogni e delle percezioni dei consumatori in tema di energia. L’indagine, articolata in quattro macro-aree – informazione, trasparenza del mercato, bisogni e strumenti per agire, sensibilità ambientale – individua criticità profonde ma anche segnali di apertura verso modelli di consumo più sostenibili.

Bollette, fornitori e pratiche aggressive: un mercato difficile da decifrare

Circa quattro cittadini su dieci dichiarano di capire la bolletta in tutte le sue voci, mentre oltre il 30% ha cambiato fornitore nell’ultimo anno, soprattutto per risparmiare (72%).

Non mancano però cambi imposti o derivanti da iniziative commerciali (circa il 10%). Più dell’80% degli intervistati afferma di aver ricevuto comunicazioni di cambio fornitore giudicate aggressive o poco comprensibili: un segnale di quanto la complessità del mercato resti un ostacolo alla consapevolezza.

Sensibilità ambientale alta, ma serve supporto

La sostenibilità in tema di energia rappresenta un valore condiviso: oltre l’80% indica che la preoccupazione ambientale pesa nelle scelte quotidiane.

Il 70% ha adottato comportamenti di risparmio energetico e quasi un cittadino su due ha investito o vorrebbe investire nell’efficientamento della casa. Tuttavia, la volontà si scontra spesso con barriere economiche o burocratiche, soprattutto per le fasce di popolazione più fragili o meno informate.

Povertà energetica: un concetto ancora poco conosciuto

Il dato più preoccupante riguarda la scarsa conoscenza della povertà energetica: il 43% non ne ha mai sentito parlare, mentre un ulteriore 40% la conosce solo superficialmente. Più della metà del campione ha familiarità con gli incentivi per l’efficienza energetica, ma spesso li considera difficili da ottenere (58%) o poco efficaci (12,7%). Questo evidenzia la necessità di strumenti più semplici, chiari e accessibili.

Informazione e accesso: le nuove vulnerabilità energetiche

La consultazione evidenzia forti differenze territoriali e demografiche nell’accesso all’informazione. I cittadini si sentono ben informati soprattutto tra i 18 e i 50 anni, tra i residenti del Nord e tra chi ha un titolo di studio elevato.

Al contrario, over 60, persone con bassa scolarizzazione e residenti nelle aree meno servite mostrano una maggiore vulnerabilità informativa. Il mercato è percepito come complesso e poco governabile, con difficoltà diffuse nel leggere la bolletta, valutare le offerte e esercitare i propri diritti.

Efficienza e CER: volontà di partecipare, ma troppe barriere

Sui bisogni più urgenti, emerge una grande disponibilità dei cittadini ad agire: risparmiare, accedere agli incentivi, partecipare alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Tuttavia, l’entusiasmo si scontra con ostacoli pratici: i cittadini chiedono soprattutto supporto tecnico e amministrativo (58,6%), informazioni semplici (52,9%) e incentivi economici (44,3%).

Le CER vengono viste come strumenti per ridurre la bolletta (45,7%) e aumentare la quota di rinnovabili (42,3%).
Riguardo alla povertà energetica, gli intervistati invocano non solo aiuti per pagare le bollette (58,7%), ma soprattutto interventi strutturali per case più efficienti (38,6%).

L’appello di Cittadinanzattiva: “Più tutele, meno complessità”

A fronte delle criticità emerse, Cittadinanzattiva richiama l’urgenza di politiche più chiare sull’energia, semplificazioni e tutele rafforzate.

“La sostenibilità energetica deve tradursi in benefici misurabili per i cittadini – sottolinea Tiziana Toto – non basta informare di più, occorre informare meglio e dotare i consumatori degli strumenti necessari per difendersi e scegliere consapevolmente”.

L’associazione, che ha aderito al Manifesto per l’elettrificazione dei consumi, ribadisce la necessità di un quadro di investimenti sostenibile, che non scarichi i costi sui singoli.

Clima, responsabilità e politiche pubbliche

Il coinvolgimento emotivo rispetto alla crisi climatica è alto: oltre il 70% si dichiara molto o abbastanza preoccupato. Tuttavia, i comportamenti concreti si concentrano soprattutto su azioni a basso costo.

Gli italiani riconoscono l’importanza dell’impegno individuale, ma lo considerano insufficiente: per il 54,9% serve l’accompagnamento di politiche pubbliche efficaci.
Il messaggio della consultazione è chiaro: i cittadini sono pronti a fare la loro parte, ma chiedono un sistema più semplice, più equo e più vicino alle esigenze reali delle persone.

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