Garante per la privacy traccia il bilancio del 2024 e lancia un nuovo allarme
Stanzione: “Serve una vera alleanza contro i rischi digitali. L’IA non può riscrivere le regole della democrazia”
«Regolare il potere illimitato delle piattaforme è parte essenziale della strategia europea di governo del digitale». Con queste parole, il presidente del Garante per la privacy, Pasquale Stanzione, ha aperto la presentazione della Relazione annuale 2024, richiamando l’urgenza di un’azione istituzionale coordinata per contenere l’influenza delle big tech nel definire i confini della libertà e della democrazia.
Il riferimento diretto è al Regolamento europeo sul targeting politico, che attribuisce alle Autorità nazionali un ruolo cruciale per evitare che la profilazione e la personalizzazione dei contenuti alterino le dinamiche democratiche. Il rischio, ha avvertito Stanzione, è che si deleghi “alle piattaforme il compito di stabilire diritti e regole, ridisegnando una nuova verticale del potere”.
IA e minori: tra innovazione e vulnerabilità
Uno dei temi centrali della relazione è l’uso sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale, e i suoi potenziali “pericoli intollerabili”, soprattutto per i minori. I giovani, ha ricordato Stanzione, sono “nativi digitali” in rapporto osmotico con le tecnologie, da cui traggono benefici ma anche significativi rischi.
Da qui l’appello del Garante a rafforzare l’age verification e a costruire una vera alleanza educativa tra istituzioni, scuole e famiglie per promuovere la consapevolezza digitale. I sistemi di IA generativa, i deepfake e le tecniche di web scraping sono solo alcuni degli strumenti che richiedono una vigilanza costante e rigorosa.
Privacy, biometria e casi emblematici: i fronti caldi del 2024
Tra i casi più significativi affrontati nel 2024, figura l’istruttoria su ChatGPT, che ha portato a una sanzione da 15 milioni di euro a OpenAI, oltre all’obbligo di avviare una campagna informativa per gli utenti italiani. Al centro dell’attenzione anche il trattamento dei dati biometrici e i rischi associati al riconoscimento facciale.
Un altro intervento emblematico è stato l’avvertimento a Worldcoin, il progetto che propone la scansione dell’iride in cambio di criptovalute: il Garante ha rilevato gravi carenze in termini di consapevolezza e tutela degli utenti.
Revenge porn e deepfake: emergenze in crescita
La relazione segnala con preoccupazione il forte aumento delle segnalazioni di revenge porn, quasi triplicate rispetto al 2023: 823 i casi trattati. L’Autorità è intervenuta in modo tempestivo, ordinando il blocco dei contenuti e avviando istruttorie anche su materiale artefatto creato con IA, come i deepfake a contenuto sessuale.
In parallelo, è proseguito il monitoraggio sull’età di iscrizione ai social da parte dei minori, rafforzando i sistemi di controllo e promuovendo interventi di prevenzione.
Telemarketing e data breach: sanzioni e prevenzione
Il Garante ha intensificato le azioni contro il telemarketing aggressivo, con sanzioni che in alcuni casi hanno superato i sei milioni di euro. L’adozione di un nuovo Codice di condotta e l’accreditamento dell’organismo di monitoraggio rappresentano un passo importante verso una regolazione più efficace.
Il 2024 ha visto anche un aumento delle violazioni dei dati personali (data breach): 2.204 notifiche, di cui 498 nel settore pubblico e 1.706 in quello privato. Le PMI, i Comuni, le scuole e le aziende sanitarie si confermano tra i soggetti più esposti.
Cronaca e riservatezza: l’equilibrio da difendere
Un capitolo significativo della relazione riguarda il rapporto tra privacy e diritto di cronaca. L’Autorità è intervenuta per contenere gli eccessi nella narrazione di vicende drammatiche, stigmatizzando la spettacolarizzazione e tutelando la dignità delle persone coinvolte.
Le ispezioni svolte, in collaborazione con la Guardia di Finanza, sono state 130, spaziando dalla sorveglianza nei luoghi di lavoro ai sistemi SPID, fino al controllo dei flussi turistici tramite tecnologie sperimentali.
Un 2024 ad alta intensità: numeri e direzioni future
Con 835 provvedimenti collegiali, 468 sanzionatori e un totale di oltre 24 milioni di euro di multe, il Garante ha confermato un ruolo attivo e trasversale nella difesa della privacy dei cittadini. “L’efficacia dell’azione dell’Autorità – ha sottolineato Stanzione – sta nella capacità di coniugare prevenzione, sanzione e guida”.
Nel nuovo scenario tecnologico, l’Italia si presenta come un laboratorio avanzato di garanzie. Ma la sfida è appena iniziata: il futuro digitale dovrà essere costruito sulle fondamenta della libertà, della trasparenza e del rispetto della persona.

