soldi

Si è svolta oggi la web conference “Gli orizzonti della ripresa. Scenari e prospettive per la filiera del largo consumo“, organizzata da Centromarca. Un’occasione di scambio sul quadro sociale ed economico attuale, anche alla luce degli effetti prodotti dalla pandemia da Covid-19.

In apertura dei lavori, moderati da Ivo Ferrario (Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne di Centromarca), le relazioni di Lucrezia Reichlin (London Business School), Alessandra Lanza (Prometeia) e Massimiliano Valerii (Censis). A seguire, una tavola rotonda con la partecipazione di: Francesco Mutti (Centromarca), Marco Pedroni (ADM), Alberto Frausin (Federdistribuzione) e Alessandro d’Este (Ibc).

Gli orizzonti della ripresa, le debolezze del sistema in Italia

Focus dei lavori le conseguenze della pandemia sull’attuale situazione economica e sociale in Italia, sui comportamenti dei consumatori, sull’occupazione, sulla filiera del largo consumo, e gli obiettivi da perseguire per favorire la ripresa.

In Italia sono stati persi, in un anno, 154 miliardi di euro di PIL; 112 miliardi di euro di consumi, 637 mila occupati, 85 miliardi di fatturato del manifatturiero: questo il bilancio presentato da Alessandra Lanza (secondo elaborazioni Prometeia su dati Istat e Banca d’Italia).

Una perdita importante che ha causato un forte impatto anche sull’occupazione, con particolare riguardo ai lavoratori autonomi. Secondo i dati presentati da Alessandra Lanza, 1 lavoratore su 2 ha subito una perdita di reddito. I consumatori continuano a percepire una situazione di incertezza e a mantenere comportamenti prudenziali: fattore, questo, che porta una lenta ripresa dei consumi e un’elevata propensione al risparmio.

 

"Gli orizzonti della ripresa" - Alessandra Lanza, Senior Partner Prometeia
Alessandra Lanza, Senior Partner Prometeia

 

Su questo tema è intervenuto anche Massimiliano Valerii, Direttore Generale Censis, che ha richiamato l’attenzione su quelle fragilità del sistema già preesistenti alla pandemia ed esplose, poi, con il Covid-19.

“La pandemia – ha spiegato Valerii – ha rappresentato un potente fattore di accelerazione di una serie di processi che erano già in atto nel nostro sistema. Al punto tale da aver squarciato il velo sulle nostre vulnerabilità strutturali”.

A partire dalla sanità. Valerii ha sottolineato, dunque, la mancanza di una “medicina di territorio”, ossia presidi sanitari diffusi nel territorio che avrebbero consentito di alleggerire, in caso di picchi della domanda di prestazioni sanitarie, la pressione sugli ospedali. “Ci siamo dimenticati – ha evidenziato Valerii – che venivamo da anni di misure di contenimento della spesa sanitaria pubblica”.

Un altro esempio è dato dalla scuola. Secondo i dati presentati, non meno del 9% degli alunni sono stati esclusi dalla DAD; nel caso dei ragazzi e delle ragazze con disabilità si supera il 23%. “Ma sapevamo già che abbiamo una ‘scuola degli esclusi'”, ha sottolineato Valerii. Prima dell’emergenza sanitaria, infatti, avevamo un sistema scolastico caratterizzato dai più alti tassi di abbandono in Europa, pertanto la dispersione scolastica era un fenomeno già ampiamente conosciuto in Italia.

Per quanto riguarda il settore Occupazione e mercato del lavoro, l’anno scorso – secondo i dati presentati da Valerii – abbiamo perso quasi mezzo milione di posti di lavoro, 456mila, e per il 78% si trattava di giovani o donne. Categorie che – come sottolineato dal direttore generale del Censis – si trovavano ai margini del mercato del lavoro anche prima della pandemia. Anche in questo caso, dunque, l’emergenza sanitaria ha portato all’accelerazione di un fenomeno già conosciuto.

L’ultimo esempio portato da Valerii è quello del settore Consumi: confrontando il livello attuale con quello del 2007, periodo pre-crisi del 2008, il bilancio è di -13%. A tal proposito il direttore generale del Censis ricorda che questo dato è stato sì segnato dalle restrizioni, ma che – ancora alla fine del 2019 – i consumi non erano tornati ai livelli pre-crisi, segnavano un -1,4%.

“Quindi anche dal punto di vista dei consumi – spiega Valerii – la pandemia ha accelerato un processo che già conoscevamo, cioè il ritrarsi dei consumi e degli investimenti delle famiglie, mentre aumentava la liquidità. Oggi la liquidità delle famiglie – contanti e depositi bancari non vincolati – supera un valore di 1000 miliardi di euro”.

 

Massimiliano Valerii, Direttore Generale Censis
Massimiliano Valerii, Direttore Generale Censis

 

Gli orizzonti della ripresa, prospettive future

Valerii ha spiegato che in questo momento si sta registrando un “rimbalzo congiunturale dell’economia” e che, probabilmente, chiuderemo l’anno con una crescita intorno al 6%; si prevede, inoltre, un’ulteriore crescita di 4 punti del PIL nel prossimo anno.

Ma come tradurre questa ripresa congiunturale in una crescita stabile, duratura e strutturale?

L’indice della fiducia dei consumatori è in aumento, ma – secondo un’indagine Censis – in questo momento solo il 48% dei consumatori afferma che torneranno a utilizzare il reddito come prima; il 33% continuerà ad accumulare risparmio e solo il 9% si spingerà a consumare di più.

Secondo il direttore generale del Censis, dunque, ci sono alcuni aspetti fondamentali su cui concentrare l’attenzione: recuperare la fiducia delle persone e sciogliere, quindi – tenendo anche conto del nuovo scenario mondiale – lo stato di incertezza attuale, che non favorisce la ripresa della domanda interna.

Tema chiave è quello della sostenibilità. Il consumatore di oggi è guidato, infatti, da due fattori in particolare: l’impatto dei consumi – non solo alimentari – sulla propria salute e l’attenzione alla sostenibilità ambientale, quindi anche alla compatibilità ambientale dei processi di produzione delle aziende a cui i consumatori si rivolgono.

Parliamone ;-)