Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom

Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom

Quali sono gli aspetti sui quali intervenire nel prossimo futuro nell’ambito della comunicazione? Per il presidente di Agcom, Angelo Marcello Cardani, non ci sono dubbi: occorre proseguire con la liberalizzazione del mercato postale, salvaguardare l’informazione, regolare con rigore le frequenze.

Nella sua ultima Relazione annuale, presentata questa mattina, Cardani si è detto certo di «essersi sempre impegnato perché tutte le attività dell’Autorità fossero condotte in assoluta indipendenza, e le sue decisioni adottate con imparzialità e rigore».

Relazione annuale Agcom
Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom

Liberalizzazione del mercato postale

Tra i traguardi raggiunti nel corso degli anni, vi è il completamento della liberalizzazione del servizio postale. «Nell’ottica di completare il processo di liberalizzazione – ha ricordato Cardani -, abbiamo disciplinato la fornitura dei servizi di notifica degli atti giudiziari e delle violazioni del codice della strada, gli ultimi rimasti nell’area di riserva dell’ex monopolisti». Nel settore si è registrato un “inarrestabile calo” dei volumi di corrispondenza (-29% tra il 2013 e il 2018) e un aumento dei volumi di pacchi per effetto della crescita dell’e-commerce (+56% nello stesso periodo).

Telecomunicazione e 5G

Una delle sfide più importanti che attendono l’Autorità di domani è il bilanciamento “fra l’esigenza di sviluppare infrastrutture di nuova generazione e quella di mantenere un adeguato livello competitivo del mercato, che si traduce in benessere del consumatore”.

Nella relazione si legge che la spesa per le tlc nel 2018 è scesa del 2,9%. In particolare si è registrata una flessione sulla rete mobile (-6,4%), mentre la rete fissa ha segnato +1%. Un risultato “in parte determinato dall’entrata sul mercato” di un nuovo operatore, Iliad, che attualmente possiede lo 0,8% dei ricavi del mercato mobile ma ha generato “una ulteriore pressione concorrenziale sui prezzi retail e conseguentemente sui ricavi complessivi degli operatori di telefonia mobile”.

Nella spesa per i servizi di rete fissa e mobile di famiglie e imprese è aumentato il peso di Tim, arrivato al 46,1%, +0,9% sul 2017, che distanzia Vodafone e Wind Tre, al 19,7% (-0,5%) e al 19,1% (-1,5%). Il peso dei primi quattro operatori, si legge ancora nella relazione, si mantiene oltre il 92%, includendo anche Fastweb che ha una quota del 7,6%, +0,4% dal 2017.

In totale, il giro d’affari delle tcl è sceso di 31,6 miliardi, -2%, dopo la ripresa del biennio 2016-2017. Gli investimenti in infrastrutture invece sono aumentati del 17%, +8,4 miliardi di euro, a seguito dei processi di infrastrutturazione nella rete fissa e per l’avvio della rete mobile 5G.

E, a proposito di 5G, Cardani ha sottolineato che la gara per l’assegnazione delle bande pioniere per lo sviluppo del 5G è stato «Un caso di successo unico in Europa. Le frequenze sono una risorsa scarsa la cui contendibilità deve essere regolata con rigore, efficacia e massima trasparenza».

Informazione e pluralismo

Particolare attenzione è stata data dall’Autorità ai fenomeni che accadono online, soprattutto sui social network dove la polarizzazione nella formazione dell’opinione pubblica e di disinformazione che possono configurarsi come vere e proprie strategie

Per il presidente di Agcom il ruolo principale del legislatore è quello di «salvaguardare il bene pubblico dell’informazione e promuovere la cultura».

Nella relazione viene poi sottolineato che su base locale mancano fonti di informazione indipendenti, soprattutto a causa della crisi dei media tradizionali, primi fra tutti i quotidiani locali.

Media e pubblicità

L’ultimo anno è stato caratterizzato da una crescita delle risorse economiche complessive del settore, aumentate in misura pari a circa 1%, che conferma un trend positivo iniziato nel corso del 2015.

I media classici più forti in termini di investimenti pubblicitari, come tv e radio, sono rimasti piuttosto stabili lungo tutto il periodo, con la sola eccezione degli anni di recessione economica. D’altra parte, le risorse in pubblicità assorbite da internet sono aumentate nel tempo: partendo da livelli marginali rispetto agli altri settori (8 milioni di euro nel 1998) nel 2018 i ricavi hanno superato i 2,7 miliardi di euro, giungendo, così, a pesare il 35% sul totale degli introiti dei media. L’editoria, sia quotidiana sia periodica, a partire dal 2008, ha subito una consistente contrazione dei ricavi e del relativo peso sul complesso delle risorse.

“Osservando la composizione delle fonti di finanziamento – prosegue il documento – si nota come il contributo all’incremento delle risorse economiche complessive sia legato in particolare alla crescita dei ricavi derivanti dalla raccolta pubblicitaria, che quest’anno, per la prima volta dal 2012, hanno superato i ricavi dal lato degli utenti”.

Elementi positivi si colgono per Internet il cui peso nel mercato pubblicitario italiano è arrivato nel 2018 al 35% del totale, preceduto solo dalla televisione che raccoglie il 43%. Si tratta di uno sviluppo che “ha subito un’accelerazione in particolare a partire dal 2008, quando inizia a essere evidente l’arretramento di natura strutturale dell’editoria quotidiana e periodica”.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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