https://pixabay.com/it/illustrations/salvadanaio-soldi-finanza-bancario-2889042/ (Foto Pixabay)
Risparmio e fiducia: tutela, inclusione e sviluppo nell’Italia dell’incertezza
Dalla protezione individuale alla crescita collettiva: l’indagine Acri-Ipsos 2025 fotografa un Paese che riscopre nel risparmio un valore essenziale di sicurezza, autonomia e coesione.
In un contesto di incertezza crescente, per gli italiani il risparmio è prima di tutto una forma di tutela e protezione individuale, in misura minore una leva per l’economia nazionale e, infine, uno strumento di inclusione sociale.
Secondo l’indagine Acri-Ipsos, 8 italiani su 10 lo considerano una difesa contro le difficoltà e quasi 9 su 10 tra gli over 65 lo associano a tranquillità e saggezza. Al contempo, cresce la percezione del risparmio come “sacrificio necessario”: un impegno che oggi richiede più rinunce, ma garantisce sicurezza nel tempo.
Il 61% vede nel risparmio una tutela per il sistema economico, il 60% lo considera motore di sviluppo, mentre il 49% ne riconosce la dimensione inclusiva, soprattutto tra i più giovani, che lo collegano a indipendenza e futuro.
Protezione dagli imprevisti e progettualità
Il risparmio è percepito come un paracadute contro gli imprevisti: il 57% lo considera essenziale per affrontare emergenze, il 54% per superare crisi economiche, e quasi la metà (49%) come garanzia per la vecchiaia.
Non manca una dimensione più proattiva: per il 46% è un mezzo per raggiungere obiettivi futuri, per il 37% rappresenta indipendenza economica, e per molti giovani è una risorsa per pianificare la propria carriera e costruire il domani.
Il risparmio non tutela solo chi lo pratica, ma rafforza il sistema Paese. Due terzi degli italiani (67%) ritengono che aiuti ad attenuare le crisi globali; il 63% lo vede come uno strumento per ridurre la dipendenza dall’estero, mentre il 56% riconosce il suo contributo alla stabilità bancaria e agli investimenti strategici.
Per oltre la metà (52%), il risparmio alleggerisce anche la pressione sul welfare pubblico, diventando così una risorsa sistemica che sostiene sviluppo e resilienza. È, in sintesi, un bene privato con valore pubblico.
Risparmiare per crescere e includere
Per le famiglie, risparmiare significa anche rafforzare la propria autonomia: il 34% lo associa all’indipendenza economica, il 23% alla possibilità di sostenere amici o parenti in difficoltà.
Molti lo collegano alla tutela della salute (23%) e all’accesso a opportunità di crescita, come istruzione e abitazione (20%). Anche la partecipazione alla vita sociale e culturale (15%) e il senso di appartenenza al proprio territorio (15%) sono espressioni di un risparmio che contribuisce all’inclusione e alla coesione.
Le priorità cambiano con l’età: i giovani valorizzano il risparmio come mezzo per istruirsi, formarsi e conquistare autonomia, mentre gli over 65 ne sottolineano la funzione di protezione, salute e stabilità.
Fiscalità, educazione e strumenti semplici: le leve per il futuro
Per rendere il risparmio più accessibile e inclusivo, gli italiani chiedono una fiscalità amica, più educazione finanziaria e prodotti chiari e a basso costo.
Tra le misure più citate: incentivi fiscali al risparmio (32%), educazione economica nelle scuole (27%) e strumenti trasparenti e semplificati (27%), seguiti da corsi per adulti e campagne di sensibilizzazione.
L’obiettivo è trasformare il risparmio da intenzione a comportamento diffuso, grazie a regole semplici, costi equi e formazione pratica che ne facilitino la gestione quotidiana.
Dal valore individuale a quello collettivo
Il risparmio resta un asset centrale per la stabilità economica e sociale del Paese. Ma per valorizzarlo appieno occorre preservare il potere d’acquisto delle famiglie, offrire strumenti affidabili e garantire un quadro normativo chiaro.
Solo così la prudenza che oggi guida gli italiani potrà trasformarsi in motore di sviluppo e inclusione, restituendo al risparmio il suo ruolo di ponte tra sicurezza personale e crescita collettiva

