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Crac Banca Popolare di Bari

La Banca popolare di Bari si salverà. Lo ha deciso ieri il Governo che ha approvato un decreto per evitare la bancarotta di uno dei più grandi istituti di credito del Sud Italia.

Sono 900 milioni i fondi che il Governo darà a Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa del Ministero dell’economia, per finanziare il Mediocredito Centrale (banca controllata dal MEF) che poi li verserà alla Banca Popolare di Bari per comprarne delle quote.

Lo scorso anno la Banca aveva chiuso con perdite per 420 milioni di euro e una forte riduzione del valore delle proprie azioni.

La procura di Bari sta svolgendo varie indagini, una delle quali è stata aperta a seguito della lettere della Consob secondo cui la Banca non aveva fornito le informazioni richieste sulla situazione dei conti.

Sul caso della Banca Popolare di Bari, le associazioni dei consumatori esprimono il loro punto di vista sottolineando proprio il fatto che per lungo tempo nessuno è mai intervenuto per il salvataggio nonostante le difficoltà della Banca fossero ben note.

 

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Banca Popolare di Bari, risparmiatori a rischio

Federconsumatori

“Sono oltre cinque anni che portiamo avanti iniziative, denunce pubbliche ed esposti alla Consob e alla Banca d’Italia per false comunicazioni sociali, per falso in prospetto, falso in bilancio e “scavalcati”.

Commenta così Federconsumatori che evidenzia il mancato accoglimento delle sue richieste di intervento straordinario per mettere in sicurezza il più grande istituto di credito del Mezzogiorno, “il cui fallimento avrebbe conseguenze insostenibili non solo per le famiglie dei risparmiatori, ma per l’intero tessuto sociale ed economico del Centro-Sud Italia.

 “Quello che è avvenuto non ha fatto altro che aggiungere un ulteriore tassello alla allarmante situazione di sfiducia che i cittadini nutrono verso il sistema bancario.”  – afferma Emilio Viafora, presidente Federconsumatori. – “Una tendenza del tutto controproducente e dannosa, specialmente in una fase delicata in cui proprio il sistema bancario dovrebbe rendersi protagonista dello sviluppo del Paese.”

Codacons

Per il Codacons, il salvataggio della Banca Popolare di Bari deciso ieri dal Consiglio dei Ministri non basta, perché i risparmiatori coinvolti nelle vicenda hanno diritto ad agire per il risarcimento dei danni subiti.

L’associazione sta preparando una azione di massa per conto di tutti gli azionisti della Banca Popolare di Bari e ha inoltre presentato un esposto alle Procure di Bari e di Roma contro Bankitalia per omessa vigilanza, affinché sia accertato il ruolo dell’istituto nella vicenda e l’attività realizzata a tutela del risparmio, e chiede all’ente di controllo di rendere pubblici i nomi dei grandi debitori della Popolare di Bari, così da verificare a chi siano stati concessi prestiti e a quali condizioni.

Codici, Konsumer, Aeci, Aiace

Sulla strada dell’azione collettiva si sta muovendo anche la Federazione Consumatori Italiana, composta da Aeci, Aiace, Codici e Konsumer.

“Gli azionisti sono stati indotti a fare un investimento che in realtà era azzardato e speculativo – sottolinea la Fci – hanno ricevuto prospetti informativi insufficienti, accompagnati da rassicurazioni sulla possibilità di rivendere le azioni che purtroppo per molti non si è concretizzata. Ci auguriamo che il Governo mantenga le promesse che hanno accompagnato l’annuncio del decreto, tutelando realmente e rapidamente i risparmiatori. La nostra richiesta è molto semplice e netta – conclude la Federazione Consumatori Italiana – devono essere rimborsati e, in caso di illeciti, risarciti per il danno subito”.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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