Vita quotidiana, Istat: nel 2024 si arresta la crescita della soddisfazione dei cittadini (Foto di wal_172619 da Pixabay)
Vita quotidiana, Istat: nel 2024 si arresta la crescita della soddisfazione dei cittadini
Secondo un’indagine Istat, nel 2024 scende la soddisfazione per le relazioni familiari e amicali, per la salute e per il tempo libero. In calo anche la soddisfazione economica personale. Il 29,5% delle famiglie considera peggiorata la propria situazione economica
I cittadini sono meno soddisfatti delle proprie condizioni di vita. Nel 2024 si arresta, infatti, la crescita della soddisfazione dei cittadini, registrata nel corso dell’anno precedente, e la quota di persone soddisfatte si ferma al 46,3% (era il 46,6% nel 2023): è quanto emerso dall’indagine Istat “Aspetti della Vita Quotidiana”.
In particolare scende la soddisfazione per le relazioni familiari (pari all’87,9%) e amicali (79,7%), quella per la salute e, soprattutto, quella per il tempo libero (66,3%).
In calo anche la soddisfazione economica personale, quella lavorativa e la fiducia verso il prossimo.
Vita quotidiana, i dati Istat sulla soddisfazione dei cittadini
Secondo quanto emerso dall’indagine Istat, alla domanda “Attualmente, quanto si ritiene soddisfatto della sua vita nel complesso?”, in base a un punteggio da 0 a 10 (dove 0 indica “per niente soddisfatto” e 10 “molto soddisfatto”), il 46,3% delle persone di 14 anni e più indica livelli di punteggio alti (8-10), il 39,2% giudica la propria vita mediamente soddisfacente (6-7), mentre solo il 12,3% la valuta con punteggi bassi (0-5).
Tuttavia – in un contesto in cui il livello di soddisfazione risulta stabile ed elevato – si presentano alcuni segnali in controtendenza: come detto, nel quadro dei rapporti interpersonali, diminuisce di 1,4 punti percentuali la soddisfazione per le relazioni familiari (pari all’87,9%), di 1,3 punti percentuali quella per le relazioni amicali (79,7%), di 1,8 punti percentuali quella per il tempo libero (66,3%).
Sul piano personale scende anche il livello di soddisfazione per la propria salute (78,5%, 1,2 punti percentuali in meno sul 2023). Infine, sul versante più propriamente socio-economico, scende tanto la soddisfazione per il lavoro (77,6%, 2,4 punti percentuali in meno su 2023) quanto quella per la situazione economica personale (57,6%, 1,9 punti percentuali in meno).
Unico segnale parzialmente positivo – osserva l’Istat – è la riduzione della percentuale di famiglie che valutano peggiorata la propria situazione economica generale rispetto all’anno precedente (4,4 punti percentuali in meno), problema che comunque interessa circa 3 famiglie su 10. Il 29,5% delle famiglie, infatti, considera peggiorata la propria situazione economica rispetto all’anno precedente, contro il 33,9% del 2023 e il 35,1% del 2022.
Infine, anche un indicatore generico, come quello relativo alla fiducia nei confronti del prossimo (22,5%), scende di 2,3 punti percentuali.
UNC: preoccupanti i dati sulla situazione economica
Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, la riduzione della percentuale di chi considera peggiorata la propria condizione economica rispetto al 2023 o al 2022 è solo “un’illusione ottica“.
“Inoltre – afferma Dona – il dato allarmante è che aumenta la quota di famiglie che dichiara invariata la propria situazione economica. Invariato non è, infatti, un valore positivo. Vuol dire, ad esempio, che, nonostante il caso della disoccupazione e la riduzione dell’inflazione, chi faceva fatica ad arrivare alla fine del mese nel 2023 continua a essere in difficoltà anche nel 2024. Una pessima notizia! Non per niente, cala rispetto al 2023 la percentuale delle famiglie che valuta adeguate alle proprie esigenze le risorse economiche di cui dispone”.

