Airbag difettosi, Federconsumatori: i proprietari delle auto aspettano ancora i pezzi di ricambio

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Passa il tempo ma non ci sono azioni risolutive sul caso degli airbag difettosi. Federconsumatori: i proprietari delle auto coinvolte ancora aspettano i pezzi di ricambio

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Airbag difettosi, Federconsumatori: i proprietari delle auto aspettano ancora i pezzi di ricambio (Foto Pixabay)

Il caso degli airbag difettosi non accenna a sgonfiarsi perché i proprietari delle automobili coinvolte, oltre a non aver ricevuto quasi mai adeguata tutela da parte delle case automobilistiche, stanno ancora aspettando i pezzi di ricambio. Il tutto mentre l’elenco delle auto coinvolte è ancora lacunoso. È la denuncia che arriva oggi da Federconsumatori, che torna sul caso degli airbag difettosi e sui disagi che gli automobilisti stanno sopportando.

È una grave questione che ha investito da settimane una grande campagna di richiamo di auto a causa di un problema all’airbag che “potrebbe portare a un serio rischio, per gli occupanti del veicolo, di lesioni gravi o nella peggiore delle ipotesi, morte – ha avvisato lo stesso Ministero dei Trasporti – La straordinarietà è determinata da possibili esplosione incontrollata del sistema Airbag, prodotti dal fornitore Takata, su determinati veicoli”.

Federconsumatori: “Tempestati da segnalazioni degli utenti”

Federconsumatori sferza: “In queste settimane siamo stati tempestati dalle segnalazioni degli utenti coinvolti, che riguardano ormai numerose case automobilistiche, tra le quali, oltre a Citroën e DS Automobiles, Volkswagen, Nissan, Seat, Skoda e Audi. Risulta soprattutto scandaloso ed insostenibile il totale silenzio di Groupe PSA Italia e DS Automobilies Italia più volte interpellate ed ancora silenti alle nostre urgenti richieste, oltre a quello del MIMIT anch’esso competente per materia e di AGCM al quale abbiamo inviato segnalazione”.

Dopo richieste e diffide, prosegue l’associazione, “l’unico cenno di attenzione è pervenuto dal Ministero dei Trasporti, che si è almeno degnato di pubblicare nell’apposito albo dei richiami tutti i modelli di auto coinvolti con le relative targhe: guarda caso la pubblicazione è avvenuta all’indomani della nostra richiesta indirizza al ministro Salvini”.

Collegandosi sul sito del Ministero, a questo link: https://www.mit.gov.it/comunicazione/news/auto-campagna-urgente-di-richiamo-veicoli-citroen-c3-e-ds3, si trova l’elenco delle targhe delle auto Citroën e Ds coinvolte.

“Peccato che manchi, a tutt’oggi, l’elenco di tutte le auto coinvolte, che invitiamo il Ministero a pubblicare al più presto – prosegue Federconsumatori – Un’operazione quanto mai urgente e necessaria perché, dalle segnalazioni ricevute, emerge che in alcuni casi la lettera di richiamo non è mai arrivata!”.

Nel frattempo i cittadini non possono usare l’auto, “dal momento che i ricambi ancora scarseggiano”.

E, prosegue Federconsumatori, “nella quasi totalità dei casi, non hanno ricevuto alcuna tutela da parte della casa automobilistica in termini di fornitura di auto sostitutiva o di rimborso delle spese sostenute in tal senso. È inaccettabile che i cittadini coinvolti, al disagio di non poter utilizzare la propria auto, debbano sommare anche l’onere di procurarsene e pagarne un’altra. Oltre ad aver dovuto pagare il carro attrezzi per trasportare l’auto presso le officine autorizzate, dal momento che nella lettera di richiamo era indicato chiaramente quanto fosse pericoloso e da evitare mettersi alla guida del veicolo”.

Federconsumatori annuncia che sta approfondendo ogni iniziativa, anche di carattere legale, per tutelare i diritti degli utenti. E ricorda di conservare tutti gli eventuali giustificativi delle spese sostenute per sopperire al mancato utilizzo della propria automobile: ricevute di taxi, del noleggio auto, del car sharing o dell’abbonamento ai mezzi pubblici, oltre che la ricevuta del carro attrezzi qualora si fosse ricorsi a tale servizio per trasportare l’auto presso l’officina.

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