Altroconsumo: quasi 3 italiani su 4 prevedono un peggioramento del costo della vita nel 2026

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L’indagine di Euroconsumers fotografa le aspettative di quasi 10mila cittadini di dieci Paesi europei in un contesto di forte instabilità globale

Altroconsumo: quasi 3 italiani su 4 prevedono un peggioramento del costo della vita nel 2026

Altroconsumo: quasi 3 italiani su 4 prevedono un peggioramento del costo della vita nel 2026 (foto Pixabay)

Il 72% degli europei teme un aumento del costo della vita nel 2026, in Italia quasi tre cittadini su quattro; inoltre il 69% degli europei ritiene che il contesto globale peggiorerà e, in particolare, un europeo su tre teme una guerra globale nei prossimi tre anni.

È quanto emerge dall’indagine realizzata a fine febbraio da Euroconsumers – rete internazionale di organizzazioni di consumatori di cui fa parte Altroconsumo –, che fotografa le aspettative di quasi 10mila cittadini di dieci Paesi europei in un contesto di forte instabilità globale.

I consumatori chiedono prodotti locali ma a prezzi sostenibili

Secondo l’indagine il 76% degli europei si dichiara favorevole a privilegiare prodotti realizzati nell’Unione europea, quota che sale al 78% tra gli italiani.

Tuttavia, la disponibilità a pagare di più è limitata: si ferma al 49% a livello europeo e al 42% in Italia: “segno che il costo della vita continua a essere una variabile decisiva”, osserva Altroconsumo.  Il resto preferisce scegliere “Made in Europe” solo a parità di prezzo, oppure non lo considera una priorità.

“Un dato che evidenzia un equilibrio delicato – spiega l’associazione -: i consumatori chiedono autonomia e produzione locale, ma a condizioni economicamente sostenibili“.

Tra i settori ritenuti strategici emergono l’alimentare (85%), il farmaceutico (82%) e l’energia (75%).

Commercio internazionale, l’opinione degli europei

L’indagine ha rilevato anche l’opinione degli europei in merito al commercio internazionale. Il 67% riconosce benefici in termini di prezzi e scelta, mentre il 77% ne evidenzia l’importanza per l’export. Gli Stati Uniti risultano meno centrali mentre crescono i nuovi mercati, in particolare Asia (51%) e Cina (37%).

Tuttavia il 38% teme un abbassamento degli standard, mentre il 47% ritiene che il commercio possa contribuire ad alzarli a livello globale.

In Italia, in particolare, emerge una chiara richiesta di tutele: il 59% si oppone a un allentamento delle norme sulla sicurezza alimentare per favorire il libero scambio.

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