Carburanti, gasolio a 2,07 euro. Verso il taglio delle accise
Senza il taglio delle accise, il gasolio sarebbe oggi al massimo storico di 2,32 euro/litro. Il 7 aprile lo sconto scade ma si va verso la proroga. Codacons: il gasolio costa il 29% in più rispetto a Pasqua dello scorso anno
(foto Pixabay)
I prezzi medi dei carburanti tornano a salire, mentre calano le quotazioni petrolifere internazionali. Fra qualche giorno scade il taglio delle accise ma, secondo fonti stampa, si va verso una proroga da decidere nel prossimo Consiglio dei Ministri. Secondo il Sole 24 Ore “il ministero dell’Economia si è rimesso al lavoro sullo sconto da 24,4 centesimi al litro sulle accise di benzina e gasolio. Il nuovo decreto è atteso in consiglio dei ministri venerdì, ed è destinato ad allungare il taglio per altri 23 giorni, arrivando quindi al 30 aprile”.
Oggi poi, a Sky Tg24, il ministro degli Affari europei e il Pnrr, Tommaso Foti ha confermato: “Il taglio delle accise lo faremo in settimana, tra pochi giorni”.
Senza taglio delle accise gasolio al massimo storico
Le associazioni dei consumatori hanno raccontato da qualche giorno che l’iniziale taglio delle accise è stato di fatto vanificato, o quasi, dalla continua corsa dei prezzi dei carburanti.
Staffetta quotidiana ricorda che “martedì prossimo 7 aprile scade lo “sconto” sull’accisa. Se oggi non avessimo la riduzione dell’aliquota, la benzina sarebbe a 1,998 euro/litro in media nazionale e il gasolio a 2,32 euro/litro, massimo storico”.
Questa mattina i prezzi medi nazionali sono aumentati ancora rispetto a ieri. Staffetta segnala la benzina self service sulla rete stradale a 1,754 euro/litro (+3 millesimi) e il gasolio a 2,076 euro/litro (+9 millesimi). Sulla rete autostradale i prezzi medi sono di 1,821 euro/litro per la benzina e 2,142 euro/litro per il gasolio.
Stangata sulle partenze di Pasqua
Il Codacons evidenzia le ripercussioni sulle partenze di Pasqua. I rincari pesano soprattutto sul gasolio che viaggia spedito verso i 2,1 euro al litro in tutte le regioni.
Sulla base dei dati Mimit, l’associazione evidenzia che il prezzo medio del gasolio oggi è di circa 2,079 euro al litro, con i listini più alti che si registrano a Bolzano con 2,111 euro al litro, Friuli Venezia Giulia (2,098 euro/litro), Trento (2,094 euro/litro) e Calabria (2,089 euro/litro). La benzina sale oggi a 1,757 euro al litro, con i prezzi più alti in Basilicata (1,782 euro al litro), mentre sulle autostrade il gasolio al self viene venduto in media a 2,142 euro al litro, 1,821 euro/litro la verde.
“Gli italiani che si sposteranno in auto durante le festività dovranno prepararsi alla stangata di Pasqua – avvisa il Codacons – Nonostante il taglio delle accise, e anche come conseguenza del riallineamento della tassazione tra benzina e diesel deciso dal governo, il gasolio costa oggi il 29% in più rispetto alle feste di Pasqua del 2025, pari ad un aumento di 47 centesimi al litro, equivalente ad una maggiore spesa da +23,5 euro a pieno. La benzina, che ha beneficiato del riordino delle accise, costa invece in media il 2,4% in più rispetto alla Pasqua del 2025”.
Alla luce di questi prezzi, per il Codacons “la proroga del taglio delle accise appare una misura inevitabile, considerato che alla scadenza dello sconto fiscale e senza interventi il gasolio al self schizzerà immediatamente sopra i 2,3 euro al litro, arrivando a 2,4 euro in autostrada”.
Stretto di Hormuz, il 57% del gasolio importato in Italia passa da lì
Il caro carburanti scaturito dalla guerra in Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz ha investito soprattutto il gasolio. Le agenzie internazionali hanno sottolineato il ruolo cruciale di questo passaggio nei commerci internazionali e nei mercati energetici.
Nel 2025 circa il 25% del commercio mondiale di petrolio via mare ha attraversato lo stretto di Hormuz e le opzioni alternative sono limitate. “Solo l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti dispongono di oleodotti operativi che potrebbero potenzialmente reindirizzare i flussi per aggirare lo Stretto, con una capacità disponibile stimata tra 3,5 e 5,5 milioni di barili al giorno” (Agenzia internazionale dell’energia – IEA).
Unem (Unione energie per la mobilità) già il 3 marzo evidenziava l’impatto della chiusura dello Stretto di Hormuz per l’Italia e le ripercussioni soprattutto sul gasolio. “L’impennata del gasolio, così come del jet fuel, è legata alla forte pressione sulle forniture provenienti dall’area del Golfo Persico. Negli ultimi anni – spiegava l’Unem – sia l’Italia che molti altri paesi europei hanno aumentato gli arrivi dalle raffinerie che si affacciano sul Golfo Persico e che devono necessariamente passare attraverso lo Stretto di Hormuz”.
Unem ha spiegato poi che “Arabia Saudita, Kuwait, Emirati Arabi, Oman stanno infatti investendo molto su nuove raffinerie che rispondano alle specifiche qualitative europee, mentre in Europa non si arresta il calo della capacità produttiva delle raffinerie esistenti”.
Attualmente il 57% del gasolio (3 milioni/tonnellate) e il 20% di jet fuel (500.000 tonnellate) importati dall’Italia transitano per Hormuz. Solo il 6% del petrolio passa invece dallo Stretto. Il 42% del greggio importato in Italia arriva dal continente africano (Libia primo fornitore con il 24%), il 30% arriva da Azerbaijan e Kazakhstan e il 13% dagli USA.
UNC: bene proroga taglio accise
Bene la proroga sul taglio delle accise da parte dell’Unione Nazionale Consumatori. “Non avevamo dubbi a riguardo, infatti siamo stati gli unici a non aver mai contestato il fatto che il taglio durasse solo 20 giorni, ricordando che anche Draghi andava di proroga in proroga”, afferma il presidente dell’associazione Massimiliano Dona.
“Ora però, come avevamo chiesto fin dall’inizio, in deroga all’allineamento chiesto dall’Ue, vanno abbassate le accise in modo differenziato tra benzina e gasolio. I dati ci hanno dato ragione. La benzina, salvo in autostrada, in nessuna regione ha mai superato 1,8 euro al litro come prezzo medio, mentre il gasolio oggi si paga 2,142 euro in autostrada e 2,076 nella media stradale. Quindi il taglio del gasolio deve passare da 20 ad almeno 40 cent se si vuole che si collochi stabilmente sotto i 2 euro anche in autostrada” conclude Dona.
