Amazzonia, WWF: si rischia il punto di non ritorno

Amazzonia, WWF: si rischia il punto di non ritorno

Gli incendi forestali sono oggi sempre più frequenti e per il 2020 si prevede una stagione di roghi ancora più lunga e terribile rispetto a quella vissuta lo scorso anno. A lanciare l’allarme è il WWF che ha realizzato, insieme al Boston Consulting Group (BCG), il nuovo report “Fuochi, foreste e futuro: Una crisi fuori controllo?“.

L’indagine ha rilevato che già nel mese di aprile il numero di incendi segnalati in tutto il mondo, dall’Amazzonia all’Australia passando per la Russia, era aumentato del 13% rispetto allo scorso anno. Incendi che risultano essere per il 75% di responsabilità dell’uomo.

“I fattori principali – spiega il WWF – sono il clima sempre più caldo e secco, dovuto al cambiamento climatico, e la deforestazione, quest’ultima causata principalmente dalla conversione dei terreni per l’agricoltura. L’espansione dell’agricoltura, la conversione delle foreste in piantagioni di alberi e in pascoli, la deforestazione illegale, infatti, continuano a guidare la conversione e il degrado degli ecosistemi naturali”.

Amazzonia, nel 2019 persi 120.000 chilometri quadrati di foresta

Secondo i dati del Report, in Amazzonia, negli ultimi 10 anni, sono stati persi circa 300.000 chilometri quadrati di foresta, pari all’intera superficie dell’Italia. Nello steso arco di tempo sono stati tagliati, andati in fumo o degradati oltre 170.000 km quadrati di foresta primaria, quella più preziosa e ricca di biodiversità, la maggior parte della quale in Brasile. Nel 2019 12 milioni di ettari (120.000 chilometri quadrati) di foresta amazzonica sono andati in fumo.

Inoltre, il tasso di deforestazione è sempre in costante aumento nell’Amazzonia brasiliana, dove da agosto 2019 a luglio 2020 è stato registrato un numero di alert superiore del 33% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Amazzonia, WWF: si rischia il punto di non ritorno (Fonte: WWF)
Amazzonia, WWF: si rischia il punto di non ritorno (Fonte: WWF)

Gli ultimi dati, poi, – scrive l’organizzazione – mostrano che nel 2020, gli incendi nell’Amazzonia brasiliana superano di oltre il 52% la media decennale, e di quasi un quarto (del 24%) quelli degli ultimi tre anni. Nel mese di luglio, l‘Istituto brasiliano di ricerca spaziale (INPE), ha registrato nella sola Amazzonia brasiliana, un aumento del 28% del numero di incendi rispetto allo stesso periodo del 2019 (6.803 incendi registrati rispetto ai 5.318 roghi di luglio 2019), principalmente causati dall’impennata dei livelli di deforestazione illegale.

“Molti ricercatori – spiega il WWF – sono concordi nel dire che la distruzione della foresta amazzonica si stia velocemente avvicinando ad un punto oltre il quale l’ecosistema, vero e proprio motore della biosfera, rischia di collassare. Questo punto viene chiamato “tipping point”,  un punto di non ritorno. La perdita tra il 20% e il 25% della distesa di alberi porterebbe infatti ad una drastica riduzione delle piogge e dell’umidità cruciali per fare vivere e mantenere la foresta stessa. Un microclima più arido e asciutto innescherebbe inevitabilmente la graduale scomparsa della foresta tropicale e l’ecosistema collasserebbe in maniera irreversibile”.

Il WWF chiede misure urgenti

Il WWF chiede, quindi, l’attuazione di misure urgenti per far fronte all’emergenza, prima fra tutti la realizzazione di una conferenza internazionale per proteggere la foresta Amazzonica. Chiede poi di attuare norme che impediscano alle aziende di importare beni che hanno determinato la deforestazione; fare pressione sulle azioni dei governi, affinché contrastino le pratiche di conversione in pascoli e piantagioni e arrivino ad un’economia a carbonio zero; essere consumatori responsabili e considerare l’Amazzonia come un bene che garantisce l’esistenza della stessa umanità.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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