Sostanze chimiche dannose per la salute, la Commissione UE annuncia nuove restrizioni

Sostanze chimiche dannose per la salute, la Commissione UE annuncia nuove restrizioni (Fonte immagine: Pixabay)

Circa 5.000-7.000 sostanze chimiche, ritenute dannose per la salute, saranno bandite in Europa entro il 2030. È quanto annunciato dalla Commissione Europea – si apprende da una nota dell’EEB (European Environmental Bureau).

Se attuato, il divieto riguarderà tutti i ritardanti di fiamma, le sostanze legate al rischio tumori, e tutti i bisfenoli. Inoltre vieterebbe tutte le forme di PVC e limiterebbe i PFAS, oltre a circa 2.000 sostanze chimiche nocive che si trovano nei pannolini, nei ciucci e altri prodotti per l’infanzia.

La notizia non è stata accolta favorevolmente dall’Industria chimica. I prodotti chimici costituiscono, infatti, il quarto settore industriale più grande dell’UE, con aziende di proprietà di alcuni degli uomini più ricchi e potenti d’Europa.

In Europa vengono utilizzate 200mila sostanze chimiche

Secondo le stime, in Europa vengano utilizzate circa 200.000 sostanze chimiche; le vendite globali di prodotti chimici sono più che raddoppiate tra il 2000 e il 2017 e si prevede che raddoppieranno nuovamente entro il 2030. Delle sostanze prodotte in Europa tre quarti sono ritenute pericolose per la salute.

Un quadro, questo, che preoccupa i cittadini. Secondo un sondaggio ufficiale, infatti, l’84% degli europei è preoccupato per l’impatto di tali elementi sulla salute e il 90% per il loro impatto sull’ambiente.

Negli ultimi 13 anni l’UE ha già vietato circa 2.000 sostanze chimiche pericolose, ma si tratta di restrizioni applicate a pochissimi prodotti, come cosmetici e giocattoli.

Ora, se dovessero entrare in vigore i nuovi divieti, più o meno le stesse sostanze verrebbero bandite dagli articoli per l’infanzia, quindi un gruppo di prodotti più ampio rispetto ai giocattoli o ai cosmetici. Inoltre, le nuove regole sulla maggior parte degli altri gruppi di sostanze chimiche prese in considerazione si applicherebbero a un maggior numero di prodotti, ampliando notevolmente l’impatto normativo.


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