Usa e getta o riutilizzabile? Legambiente: scarse le informazioni sul riutilizzo riportate sulle confezioni

Usa e getta o riutilizzabile? Legambiente: scarse le informazioni sul riutilizzo riportate sulle confezioni (foto Pixabay)

Su un campione di 317 prodotti presentati come “riutilizzabili” il 38% non specifica il numero di lavaggi massimi o consigliati: è quanto emerso dall’indagine Usa & getta o riutilizzabile? Facciamo chiarezza!”, presentata da Legambiente a tre anni dall’entrata della direttiva SUP.

L’indagine, condotta nei primi sei mesi del 2024, ha preso in esame un campione di 317 prodotti – 57% piatti, 27% bicchieri, 12% posate e 4% coppette, vaschette e vassoi – appartenenti a 70 marchi diversi di produttori e presenti in oltre 60 di punti vendita (supermercati, casalinghi e negozi di prossimità), con l’obiettivo di verificarne le informazioni presenti sulle confezioni.

“Un’impresa non semplice, – spiega l’associazione ambientalista – perché, spesso, mancano proprio quelle informazioni più basilari sul riutilizzo, come il numero di lavaggi massimi, la modalità di lavaggio (se a mano o in lavastoviglie), le temperature massime consentite per il lavaggio, se i materiali sono idonei all’uso in microonde o al forno e relative temperature di utilizzo, eventuali certificazioni”.

Come sottolineato da Legambiente, il problema è che spesso “la scarsità e le informazioni fuorvianti sul riutilizzo, unite anche alla mancata definizione del concetto “riutilizzabile” nella Direttiva SUP sulla plastica monouso e nel decreto legislativo di recepimento 196/2021, fanno sì che piatti, bicchieri e posate in plastica, presenti sugli scaffali dei negozi e che si definiscono “riutilizzabili”, dopo essere stati utilizzati la prima volta vengano poi gettati esattamente come fossero “usa e getta”“.

Usa e getta o riutilizzabile? I risultati della ricerca

Come detto, su 317 i prodotti attenzionati dall’indagine, il 38% non specifica il numero di lavaggi massimi o consigliati.

Altre lacune sono state riscontrate anche nelle informazioni sulla modalità di utilizzo: solo l’8% dei prodotti riporta la possibilità del loro uso sia in lavastoviglie sia al microonde. Più specificatamente, nel caso del lavaggio, nel 25% dei casi non è specificato se i prodotti possono andare in lavastoviglie e, laddove specificato, nel 60% dei casi non viene indicata la temperatura e la modalità di lavaggio.

 

Usa e getta o riutilizzabile? (Fonte: Legambiente)
Usa e getta o riutilizzabile? (Fonte: Legambiente)

 

Rispetto all’utilizzo del prodotto nel microonde, è riportato solo nel 30% dei casi (circa un prodotto su tre) ma nel 43% dei casi in cui è esplicitato è assente l’informazione sulla temperatura. Per l’utilizzo del prodotto nel forno tradizionale solo in un campione su due viene esplicitata l’impossibilità di farne uso.

Altro “buco nero” segnalato dall’indagine riguarda le certificazioni riportate sulle confezioni: almeno una è presente solo nel 35% dei prodotti (110 su 317) e nel 70% dei casi non riguardano la riutilizzabilità, ma altri aspetti (certificazione di qualità dell’azienda, gestione ambientale, sicurezza sul lavoro, l’HACCP); solo il 30% dei certificati (55 su 183) riguarda la “resistenza meccanica al lavaggio in lavastoviglie degli utensili per uso domestico” che rappresenta, però, una condizione necessaria ma non sufficiente per definire il riutilizzo.

Disinformazione anche sull’origine dei prodotti: sebbene l’83% sia di origine europea (di cui il 77% prodotto in Italia), viene spesso riportato ambiguamente solo il fatto che il prodotto è importato e distribuito in Italia e nel 5% dei casi l’informazione sull’origine del prodotto è assente.

Infine, rispetto alla tipologia del materiale, i prodotti – composti per il 56% da Polistirene o Polistirolo (PS06) e 32% da Polipropilene (PP05) – riportano informazioni generiche che si riferiscono sia al materiale del prodotto che del packaging (o solo di uno o dell’altro), mentre nel 5,7% non viene specificata. Inoltre, ben il 19% dei prodotti non offre indicazioni sulle modalità di conferimento del materiale a fine vita per la raccolta differenziata.

Le proposte di Legambiente

Alla luce di quanto emerso dall’indagine, Legambiente lancia un appello al governo Meloni, chiedendo di lavorare su 3 priorità: definire il concetto di “riutilizzabile” e aggiungerlo alle definizioni dell’Articolo 3 del D.lgs. 8 novembre 2021, n. 196 (le “Definizioni” correlate con la direttiva Europea SUP); stabilire una check list, unica e comprensibile, delle informazioni da riportare in etichetta per questi prodotti e realizzare campagne di sensibilizzazione al consumatore; dare seguito a quanto previsto dall’Art. 4 del D.L. 196 del 2021 sulla “Riduzione del consumo”, prevedendo attività di monitoraggio dei flussi di prodotti in plastica monouso e dei prodotti riutilizzabili immessi sul mercato, anche per quantificare la riduzione del consumo e il riutilizzo dei beni da cui originano rifiuti.

Parliamone ;-)