Aree interne, Cittadinanzattiva premia le buone pratiche per le comunità

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Cittadinanzattiva lancia una rete delle buone pratiche nelle aree interne. Premiati quattro progetti: un’app per la salute in Val di Sole, Botteghe della comunità nel Cilento, il progetto Habitat dell’Alta Valmarecchia e uno sportello digitale in Barbagia

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Aree interne, Cittadinanzattiva premia le buone pratiche per le comunità (Foto Pixabay)

Stili di vita sani, telemedicina e ambulatori diffusi, festival e cineforum, e uno sportello digitale per i più fragili: sono i progetti premiati oggi da Cittadinanzattiva nell’ambito di “Chi l’ha fatto?”, il progetto dedicato alle aree interne del paese. L’associazione ha lanciato una rete di buone pratiche per le aree interne, i comuni più distanti in termini di accesso a servizi essenziali quali salute, istruzione, mobilità.

Le aree interne coprono un territorio esteso dal punto di vista geografico, con moltissimi comuni a forte rischio spopolamento, un accesso diseguale ai servizi e un aumento del livello delle disuguaglianze.

Oggi Cittadinanzattiva, nell’ambito del progetto, ha premiato quattro esperienze (qui i video dei progetti) provenienti da Provincia autonoma di Trento, Campania, Emilia Romagna, Sardegna. Sono iniziative che valorizzano le esigenze e i bisogni delle comunità che popolano le aree interne, che rappresentano a oggi 3.834 Comuni, ossia il 48,5% dei comuni e il 23% della popolazione nazionale.

Salute+ in Val di Sole

La prima iniziativa premiata, che si è conquistata il primo posto, proviene dalla Val di Sole nella Provincia autonoma di Trento.

Qui è stata realizzata l’app Salute+ che unisce salute, turismo e sostenibilità per promuovere fra la popolazione stili di vita sani. Il progetto “Vivere la Salute+ in Val di Sole” è stato realizzato dalla Provincia Autonoma di Trento, TrentinoSalute4.0, Comuni e associazioni locali. L’obiettivo concreto è di rafforzare la prevenzione nelle aree periferiche e digitalizzare l’educazione sanitaria.

Botteghe di Comunità nel Cilento

La seconda iniziativa riguarda 29 comuni dell’area interna del Cilento in Campania e prevede le cosiddette “Botteghe di comunità” per la presa in carico dei pazienti cronici attraverso servizi di telemedicina, ambulatori diffusi e integrati con le farmacie rurali. “Botteghe di Comunità” si è proposto di realizzare nel territorio dell’ASL Salerno, nel Cilento, 27 ambulatori infermieristici e un centro multispecialistico per la presa in carico dei malati cronici, nell’intento di garantire i LEA/LEP (Livelli essenziali di assistenza/Livelli essenziali di prestazione) in territori demograficamente fragili, attraverso una rete di prossimità sociosanitaria. Il progetto è stato realizzato in partnership con ASL Salerno, 29 Comuni, associazioni del terzo settore, Servizio Civile, City Competent, volontari locali.

Habitat nell’Alva Valmarecchia

La terza iniziativa si chiama Habitat e proviene dall’Alta Valmarecchia in Emilia Romagna. Si tratta di un progetto aggregativo che prevede un Festival, spazi di coworking, cineforum e iniziative per i giovani. L’obiettivo è quello di rafforzare i legami sociali e culturali in contesti montani per contrastare lo spopolamento.

Sportello per i fragili nella Barbagia

È stato poi menzionata un’altra iniziativa dedicata alle aree interne, lo “Sportello di facilitazione digitale per cittadini fragili”, promosso nella Barbagia sarda. Lo Sportello, a cura del Comune di Nuoro e dei volontari del Servizio Civile Digitale, è nato con l’obiettivo di colmare il divario digitale e offrire accesso equo ai servizi pubblici online, aiutando i cittadini fragili nella gestione di alcuni servizi digitali come SPID, richieste varie e pagamenti online.

Azione congiunta fra enti locali e associazioni

Il progetto “Chi l’ha fatto?” è stato promosso da Cittadinanzattiva, in collaborazione con UniCredit, nell’ambito di “Noi&UniCredit”, con l’obiettivo di raccogliere, mettere in rete e valorizzare le esperienze che, partendo dalle esigenze delle comunità locali, abbiano contribuito a contenere il fenomeno dello spopolamento e a migliorare la qualità di vita di chi risiede nelle aree interne.

«Si tratta di iniziative – spiega Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva – che nascono nella gran parte dei casi dall’azione congiunta e dalla coprogettazione tra enti locali e realtà associative o gruppi spontanei di cittadini, spesso giovani, e che hanno al centro temi come la promozione della salute e del benessere, l’innovazione sociale e digitale, i servizi di welfare, la valorizzazione culturale e turistica del territorio, la cura dell’ambiente e la sostenibilità, l’educazione civica e la creatività giovanile».

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