Aria condizionata, ogni grado conta (anche sulla bolletta)

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In giornate di caldo estremo si fa sempre più ricorso all’aria condizionata. Analisi Papernest sui costi: ogni grado conta, e abbassarla da 26°C a 20°C può far salire la bolletta estiva di 87 euro. Per evitare la stangata, occhio all’efficienza energetica

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Aria condizionata, ogni grado conta (Foto Jakub Zerdzicki per Pexels)

Aria condizionata per sopravvivere al caldo estremo in casa. Ma qual è l’impatto del condizionatore sulla bollette elettrica? Ahimè si rischia una stangata sui consumi elettrici se il condizionatore va da mattina a sera, se è impostato su temperature molto fredde e se non è efficiente dal punto di vista energetico. Ogni grado in più di freddo conta. E conta l’efficienza dell’impianto che si usa per avere il fresco in casa.

Ogni grado conta

“Ogni grado conta: abbassare il condizionatore da 26°C a 20°C può aggiungere fino a 87€ alla bolletta estiva. La differenza tra le due classi è netta: un apparecchio A+++ permette di risparmiare fino al 71,8% sui consumi estivi rispetto a un modello di classe G, a parità di superficie raffreddata”.

È quanto evidenzia un’analisi di Papernest sull’aria condizionata, che Help Consumatori ha visionato in anteprima.

Lo studio cerca di misurare il costo reale del freddo. E individua quelli che solo in apparenza sembrano paradossi: una casa grande, ma con un impianto di condizionamento efficiente, può spendere meno che un ambiente piccolo ma con impianti inefficienti.

Benessere in casa, a quale prezzo?

Di fronte a estate sempre più roventi, la capacità di raffrescare casa garantisce non solo comfort ma condizioni abitative di benessere contrapposti a situazioni di cooling poverty. Secondo l’Istat, oggi circa la metà delle famiglie (il 48,8%) dispone di un sistema di climatizzazione estiva, una quota cresciuta negli ultimi anni con l’aumento delle temperature e alla maggiore frequenza delle ondate di calore.

La domanda, rileva lo studio di Papernest, non è solo quanto costa accendere l’aria condizionata ma quanto cambia la bolletta quando si chiede più freddo in casa: “mantenere la casa a 26°C non ha lo stesso impatto che portarla a 24°C, 22°C o 20°C per tutta la stagione”. Per quantificarlo, lo studio segue sei scenari di abitazione in Italia combinando tre dimensioni abituali (monolocale da 45 m², appartamento da 90 m² e villa da 140 m²) con due classi di efficienza dell’apparecchio: A+++ e G.

Il report incrocia dunque la dimensione dell’abitazione da raffrescare e l’efficienza energetica dell’impianto dell’aria condizionata.

I costi dell’aria condizionata, per abitazione ed efficienza energetica

“Abbassare di un grado il condizionatore non ha lo stesso prezzo in tutte le case – si legge nell’analisi – In un monolocale efficiente, passare da 26°C a 25°C aggiunge solo 0,88€ alla stagione. In una villa con apparecchio G, lo stesso gesto costa 14,59€. La differenza viene soprattutto dal sistema, oltre che dall’abitudine: più grande è l’abitazione e peggiore è l’efficienza dell’apparecchio, più elettricità serve per sostenere lo stesso salto termico”.

Lo studio evidenzia dunque che abbassare il condizionatore da 26°C a 20°C può aggiungere fino a 87,53€ in una stagione in una villa con un condizionatore inefficiente classe G.

Ogni grado in meno può costare fino a 14,59 euro a stagione. Esiste un «effetto moltiplicatore del termostato»: ogni grado aggiuntivo di raffrescamento aumenta progressivamente il costo dell’estate. Ogni grado di freddo può costare fra 0,88€ e 14,59€ a estate, a seconda della dimensione dell’abitazione e della classe energetica dell’apparecchio.

Quello che fa la differenza, prosegue lo studio, è l’efficienza energetica del climatizzatore: un impianto A+++ consuma il 71,8% in meno rispetto a uno di classe G per ottenere lo stesso livello di raffrescamento. Ecco dunque che “un appartamento efficiente da 90m² può spendere meno di un monolocale inefficiente da 45 m²: l’efficienza può pesare più della dimensione”.

Qualche cifra per rendere l’idea: un appartamento da 90 m² con un climatizzatore A+++ spende 33,40€ per l’intera stagione estiva, meno di un monolocale da 45 m² con classe G (53,21€). Una villa da 140 m² con A+++ (60,31€) consuma meno di un appartamento da 90 m² con classe G (118,28€).

Aria condizionata a 26°C

Ma a quanti gradi va impostata l’aria condizionata? La temperatura di riferimento raccomandata è di 26°C, allineata a un uso efficiente, una soglia che riduce il salto termico rispetto all’esterno e mantiene al tempo stesso una situazione confortevole all’interno dell’abitazione.

“La raccomandazione pratica – si legge ancora nello studio – è mantenere 26°C come temperatura di riferimento, rinforzare ombreggiature e ventilazione notturna per ridurre gli apporti solari, pulire i filtri prima della stagione e dare priorità agli apparecchi ad alta efficienza in caso di sostituzione”.

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