Germogli di erba medica, EFSA: focolaio di salmonella in Ue
I germogli di erba medica sono alla base di un focolaio multi-paese di salmonella nella Ue. Da gennaio a maggio segnalati 109 casi confermati in dieci paesi
Focolaio di salmonella per germogli di erba medica (Foto Pixabay)
I germogli di erba medica sono la probabile fonte di un focolaio di Salmonella Bovismorbificans diffuso in diversi paesi europei, che ha portato finora a oltre 100 casi confermati. Secondo la valutazione rapida del focolaio pubblicata dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e dall’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) fra gennaio e maggio di quest’anno sono stati segnalati 109 casi confermati in 10 Paesi dell’Unione europea/Spazio economico europeo e nel Regno Unito. I Paesi interessati dal focolaio di salmonella sono Austria, Belgio, Cechia, Danimarca, Finlandia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Spagna, Paesi Bassi e Regno Unito. La maggior parte dei casi ha riguardato adulti, per lo più donne. Per diciotto persone è stato necessario il ricovero in ospedale e tra i casi confermati è stato segnalato un decesso.
Le indagini puntano ai germogli di erba medica
“Le indagini epidemiologiche e microbiologiche indicano che sono i germogli di erba medica la fonte primaria di infezione”, evidenziano le due istituzioni.
L’individuazione del ceppo responsabile del focolaio nell’acqua utilizzata per la produzione di germogli nei Paesi Bassi e nel Regno Unito (Irlanda del Nord) e i collegamenti epidemiologici con un produttore in Finlandia puntano ai germogli di erba medica, mentre la tracciabilità suggerisce che la fonte di contaminazione sia esterna all’Ue. Le indagini hanno infatti individuato un comune fornitore di semi di erba medica importati dall’India e distribuiti in tutta Europa.
L’Italia sarebbe al centro del sistema di distribuzione. “La ricostruzione della filiera ha fatto emergere che i semi sospetti, arrivati in Italia il 10 agosto 2025, sono stati suddivisi e rinominati da un’azienda italiana per essere poi distribuiti in 13 paesi dell’UE/SEE, oltre che in Svizzera e Regno Unito, e in alcuni casi anche al di fuori dell’Europa” (Quotidiano Sanità).
Secondo EFSA ed ECDC, i semi potrebbero essere stati contaminati prima di entrare in Europa, prima della distribuzione e della germinazione nei vari Paesi europei.
Il rischio per i consumatori
Le misure attuate comprendono il ritiro dei lotti di semi coinvolti, il richiamo dei prodotti a base di semi germogliati e la distruzione di quelli sospetti.
Il numero dei casi è diminuito dall’attuazione di questi provvedimenti ma, avvertono le due istituzioni, “non si possono escludere ulteriori infezioni finché la fonte di contaminazione non sarà stata completamente individuata e messa sotto controllo”. A giugno non sono stati segnalati nuovi casi.
Per EFSA ed ECDC attualmente “il rischio per le persone che consumano frequentemente semi germogliati è valutato da basso a moderato”. Cosa devono fare i consumatori? Seguire corrette pratiche igieniche fra cui il risciacquo dei prodotti freschi e il rispetto delle istruzioni del produttore nella manipolazione e nel consumo di semi germogliati.
