Benzina e diesel, prosegue l’escalation dei prezzi. Stangata sulle partenze estive
È stangata sulle partenze estive per la corsa continua dei prezzi dei carburanti. La benzina al self sfiora 1,97 euro al litro, il gasolio sale a 2,16 euro al litro
Caro carburanti, stangata sulle partenze estive (Foto Pixabay)
Prosegue l’escalation dei prezzi dei carburanti. La benzina vola ai livelli massimi dell’anno e ormai sfiora i 2 euro al litro al self service sulla rete stradale, mentre il diesel sale a 2,16 euro al litro. È una stangata sulle partenze estive degli italiani già a partire dal prossimo weekend. Secondo l’Osservatorio Mobilità Stradale di Anas, da oggi fino a domenica 26 luglio sulle strade e autostrade si saranno oltre 27 milioni di spostamenti, con un weekend da bollino rosso sabato mattina e domenica pomeriggio.
Nel viaggio gli automobilisti troveranno carburanti sempre più alti. In un solo giorno, calcola l’Unione Nazionale Consumatori, un pieno di gasolio costa 1 euro in più di ieri. E la corsa dei prezzi va avanti dal 3 luglio.
Benzina e diesel verso nuovi picchi
Continuano dunque ad aumentare i prezzi dei carburanti alla pompa, “proprio alla vigilia dell’ultimo fine settimana di luglio, con il primo esodo agostano alle porte”, evidenzia Staffetta Quotidiana. Che spiega: “Sulla scia dei fortissimi rialzi dei mercati petroliferi internazionali, con il Brent sopra i 100 dollari per la prima volta dal 22 maggio e la quotazione del gasolio sopra i mille euro per mille litri per la prima volta dal 13 aprile, il prezzo della benzina alla pompa, vicino a 1,97 euro, raggiunge il livello massimo del 2026 toccato il 25 maggio scorso, apprestandosi a superare il picco da quasi tre anni, dal 6 ottobre 2023, mentre il gasolio sale al massimo dal 12 aprile scorso, avviandosi tuttavia a superare anch’esso i massimi dell’anno”.
Questa mattina il prezzo medio della benzina self service sulla rete stradale è di 1,968 €/l (+11 millesimi rispetto a ieri); è di 2,161 €/l per il gasolio (+20); 0,744 €/l per il Gpl (invariato) e 1,595 €/kg per il metano (+9). Sulle autostrade, il prezzo medio self è di 2,059 €/l per la benzina (+11), 2,228 €/l per il gasolio (+15), 0,879 €/l per il Gpl (invariato) e 1,596 €/kg per il metano (+3).
Un pieno di gasolio costa 14 euro in più rispetto al 3 luglio
Il Codacons evidenzia che in tre settimane il prezzo medio del gasolio è salito di 27,9 centesimi di euro sula rete ordinaria, con una impennata che sfiora il +15%, e di 26 centesimi in autostrada, mentre la benzina è rincarata di 16,5 centesimi. Un pieno di gasolio costa oggi quasi 14 euro in più rispetto al 3 luglio scorso, quando è scaduto il taglio delle accise, mentre un pieno di benzina costa 8,25 euro in più.
“Numeri che avranno un impatto pesantissimo sulle tasche delle famiglie aggravando la spesa per i rifornimenti in un momento, quello delle partenze estive, in cui si impennano i consumi di carburante – denuncia il Codacons – In tutto ciò il governo non solo è assente e non interviene tagliando le accise, ma si sta arricchendo grazie all’escalation dei prezzi alla pompa attraverso Iva e accise che pesano per oltre il 50% su ogni litro di carburante acquistato in Italia”. L’associazione chiede di tagliare le accise sul gasolio di almeno 15 centesimi di euro al litro (18,3 cent considerata anche l’Iva), in modo da riportare i prezzi sotto la soglia del 2 euro al litro.
Escalation dei prezzi
“La cosa più grave è l’escalation dei prezzi”, aggiunge il presidente UNC Massimiliano Dona. Dopo il record del gasolio di ieri, oggi questo prosegue la corsa e in autostrada passa a 2,228 euro al litro. “Vuol dire che in appena 1 giorno un pieno da 50 litri costa, in autostrada, 75 centesimi in più – spiega Dona – Nella rete stradale va ancora peggio: in 24 ore un litro di gasolio si paga 2 cent in più e per un rifornimento si deve sborsare esattamente 1 euro più di ieri”.
I Consumatori chiedono un intervento concreto al Governo, guardando proprio a quelle accise il cui taglio è terminato il 3 luglio. “Il Governo farebbe bene a smettere di prendere in giro gli italiani prospettando futuri interventi. Dovrebbe dirci cosa intende fare oggi – aggiunge Dona – Dichiarare, come ha fatto il ministro Urso il 22 luglio, “se sarà necessario un ulteriore intervento lo faremo”, vuol dire farsi beffa degli automobilisti visto che oggi tutti i prezzi, sia del gasolio che della benzina, sono superiori a quelli del 18 marzo, quando il Governo fece il primo sconto sulle accise, da 20 cent al litro. Per logica ora lo sconto dovrebbe essere almeno pari a quello del Governo Draghi: 25 cent al litro, 30,5 con Iva al 22”.
