Bici elettriche, arriva la stretta sulle e-bike truccate

Arriva l’autovelox per le bici elettriche truccate che sfrecciano oltre i 25 km/h. In diverse città 8 su 10 risultano irregolari. Assoutenti: bene i controlli ma sui monopattini prosegue il far west

0
https://www.pexels.com/it-it/foto/luce-leggero-parco-bicicletta-8936927/

Stretta sulle e-bike truccate (Foto Erik Mclean per Pexels)

Se una bici elettrica viene modificata e arriva a sfrecciare oltre i 25 km orari diventa un ciclomotore. Attenzione dunque alla mobilità elettrica truccata perché ora, dopo i monopattini elettrici, arriva anche una stretta sulle e-bike. Diversi Comuni si stanno dotando di strumenti per verificare la regolarità delle biciclette a pedalata assistita, con appositi autovelox, già soprannominato bici-velox, per verificare la potenza del mezzo.

Assoutenti e Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) ricordano come le multe per i trasgressori possano arrivare a 15mila euro.

1,8 milioni di e-bike in circolazione

In Italia oggi circolano circa 1,8 milioni di e-bike, con una crescita del 50% negli ultimi 5 anni, un fortissimo incremento dovuto sia alla maggiore domanda di mobilità sostenibile da parte dei cittadini, sia ad incentivi e sussidi a livello nazionale e locale che hanno spinto le vendite di bici elettriche – spiegano Assoutenti e Fiab. A questo si aggiunge l’uso delle e-bike da parte dei rider.

Allo stesso tempo, spiegano le due associazioni, si assiste a “una rapida diffusione in Italia di biciclette elettriche fuorilegge, ossia mezzi che hanno subìto modifiche elettroniche e meccaniche post-vendita per renderli più veloci e prestanti, in violazione delle regole del Codice della strada. I controlli eseguiti nell’ultimo anno dalle forze dell’ordine hanno rivelato come in alcune città italiane su 10 e-bike sottoposte a verifica, 8 siano risultate irregolari”.

Bici che corrono troppo

Sono biciclette elettriche che corrono molto. Diventano altro, diventano ciclomotori. Secondo l’art. 50 del Codice della strada, spiegano le due associazioni, le biciclette a pedalata assistita devono essere “dotate di un motore ausiliario elettrico avente potenza nominale continua massima di 0,25 KW, o di 0,5 KW se adibiti al trasporto di merci, la cui alimentazione è progressivamente ridotta ed infine interrotta quando il veicolo raggiunge i 25 km/h o prima se il ciclista smette di pedalare”.

Di conseguenza, le bici a pedalata assistita che non corrispondono a queste caratteristiche sono considerati ciclomotori. Cambia il loro inquadramento giuridico. E questo significa che le bici modificate sono soggette a obbligo di immatricolazione, targa, casco e copertura assicurativa al pari degli altri mezzi a motore a due ruote. Da qui anche la cifra di multe cumulate che possono arrivare a migliaia di euro.

“Alcuni Comuni si stanno dotando di appositi autovelox per le biciclette, soprannominati bici-velox, strumenti che attraverso una pedana dotata di rulli verificano la potenza dei mezzi e la velocità di utilizzo. Per i trasgressori le multe vanno dai 5mila ai 15mila euro, oltre al sequestro del mezzo”, ricorda il presidente Fiab, Luigi Menna.

È una stretta contro le bici elettriche fuorilegge. E arriva in un contesto in cui Assoutenti continua a denunciare il far west dei monopattini elettrici, sottoposti a regole che impongono obbligo di casco, assicurazione e targa, in generale poco rispettate, e con una serie di problemi quali la difficoltà di trovare polizze assicurative e gli alti costi che queste hanno.

“Riteniamo positivo incrementare i controlli contro chi circola su mezzi irregolari mettendo a rischio la sicurezza dei trasporti e quella degli utenti delle strade, ma non possiamo non evidenziare un paradosso tutto italiano: si inasprisce la vigilanza contro le e-bike ma si consente il totale far west nel settore dei monopattini – ha detto il presidente Assoutenti, Gabriele Melluso – I recenti obblighi di targa, copertura assicurativa e uso del casco per i proprietari di monopattini elettrici vengono sistematicamente violati in tutte le città italiane, e si continua ad assistere a mezzi che sfrecciano a tutta velocità, con due passeggeri a bordo e senza casco e contrassegno. Illeciti che proseguiranno, magari sotto gli occhi dei vigili impegnati a misurare la velocità delle e-bike”.

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *