Carburanti, da questa mattina primi effetti degli sconti. Q8 annuncia il tetto ai prezzi

Sulla rete dei carburanti si cominciano a vedere da questa mattina i primi effetti degli sconti e del price cap di ENI e IP. Per ora riguardano circa un quinto degli impianti. Q8 annuncia il tetto ai prezzi

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Carburanti, primi effetti sui prezzi (Foto Pixabay)

Anche Q8 annuncia il tetto ai prezzi di benzina e gasolio. Mentre sulla rete dei carburanti si cominciano a vedere i primi effetti degli adeguamenti operati da ENI e IP. Secondo Staffetta quotidiana, alle 17 di ieri oltre il 90% delle 3.847 stazioni di servizio a marchio Eni/Enilive avevano adeguato i listini al “tetto” di 1,99 euro/litro per la benzina e di 2,19 euro/litro per il gasolio. Per IP i punti vendita con i prezzi calmierati sullo stesso livello erano ieri circa 600, con la prospettiva di arrivare a 2.000 in un paio di giorni.

“Poco meno di un quinto dei punti vendita della rete carburanti italiana ha dunque oggi un “tetto” ai prezzi: oltre 4.100 impianti su un totale di poco meno di 22mila”, evidenzia Staffetta.

Q8 Italia annuncia price cap

È di questa mattina il nuovo annuncio. “Q8 Italia, accogliendo l’invito del governo italiano, applicherà un price cap sulla benzina e sul gasolio, confermando il proprio impegno a sostegno dei consumatori”, informa una nota della società secondo cui “il price cap avrà durata di 30 giorni a partire dal primo ottobre ed è volto a generare benefici tangibili per gli automobilisti”. “Il tetto massimo dei prezzi si applicherà con un approccio modulare, coerente con le diverse realtà che compongono il sistema di distribuzione dell’Azienda”. (Fonte: Ansa).

Alla mossa è subito seguita la nota del Governo. “Ringrazio il Kuwait e il gruppo che controlla gli impianti Q8 in Italia per aver accolto l’appello del Governo italiano rivolto alle società energetiche al fine di calmierare il prezzo dei carburanti – ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – Dopo la scelta di Eni e Socar, oggi da Q8 arriva un altro importante segnale di attenzione alle famiglie italiane”.

Assoutenti sottolinea l’importanza di chiarire di quanto scenderanno i prezzi e se tutti gli impianti si adegueranno alla misura.

“Il taglio dei prezzi attuato da Eni, Ip e Q8, dimostra in modo inequivocabile quanto abbiamo sempre sostenuto dall’inizio dell’emergenza: le compagnie petrolifere hanno ampi margini per far scendere i listini rinunciando ad una parte dei loro enormi profitti – spiega il presidente Assoutenti Gabriele Melluso – È importante tuttavia indicare chiaramente l’entità degli sconti alla pompa per garantire trasparenza agli automobilisti, far comprendere in modo immediato i reali benefici economici e consentire scelte consapevoli ai distributori”.

L’associazione chiede che price cap e sconti vengano estesi fino alla fine dell’anno, perché “ la situazione in Medio Oriente continua ad essere critica e le quotazioni petrolifere non sembrano destinate a calare nel breve periodo”.

I prezzi sulla rete carburanti

Nel frattempo, questa mattina si cominciano a vedere i primi effetti sui prezzi di benzina e gasolio. Come evidenzia ancora Staffetta, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,126 €/l per la benzina (-26 millesimi rispetto a ieri), 2,335 €/l per il gasolio (-34 millesimi), 0,747 €/l per il Gpl (invariato) e 1,884 €/kg per il metano (+1).

Sulla rete autostradale il calo è più rilevante perché maggiore è la presenza dei marchi interessati dall’iniziativa: il prezzo medio self è di 2,180 €/l per la benzina (-34), di 2,383 €/l per il gasolio (-37), 0,884 €/l per il Gpl (-1) e 1,801 €/kg per il metano (-1).

“Oggi la diminuzione si percepisce, anche visivamente e psicologicamente, con il gasolio che anche in autostrada si abbassa sotto la soglia monstre di 2,4 euro al litro e la benzina sotto i 2,2 euro – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – La ragione più probabile è che ieri non tutti i distributori Eni avevano già adeguato il prezzo alle 8 del mattino, come ci hanno segnalato alcuni consumatori e oggi forse si sono aggiunti anche quelli Ip. Insomma, il gasolio oltre 2,3 euro è sempre un prezzo astronomico, ma l’iniziativa ha prodotto un effetto, almeno peer chi abita o lavora vicino a quelle pompe. Nei prossimi giorni vedremo l’effetto sugli altri distributori”.

I gestori chiedono di essere convocati

Si pone il tema della sostenibilità delle misure per le piccole e medie imprese. Figisc-Confcommercio (Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti) considera con favore le misure che aiutano le famiglie ma chiede al Governo una convocazione urgente dei gestori “per valutare le tutele economiche necessarie affinché queste iniziative siano sostenibili per tutte le imprese della filiera”.

“I gestori – prosegue la nota – condividono l’obiettivo di tutelare i consumatori, con i quali sono quotidianamente a diretto contatto e di cui conoscono le difficoltà. Allo stesso tempo, qualsiasi intervento sulla rete carburanti deve tenere conto delle condizioni di migliaia di piccole e medie imprese che, da Aosta a Trapani, spesso 24 ore su 24, assicurano il servizio ai cittadini e rappresentano un presidio essenziale sul territorio. Per questo Figisc chiede che, nella definizione delle misure, sia coinvolta anche la categoria e siano previste le necessarie tutele economiche, affinché gli interventi a favore delle famiglie possano essere efficaci e sostenibili per tutti gli operatori della filiera”.

Niente tassazione sugli extraprofitti

C’è poi il tema degli extraprofitti non tassati, sul quale il Governo non ha messo mano.

«La beneficenza dei Big Oil non ci farà dimenticare la crisi climatica ed energetica che stiamo vivendo e di cui l’industria del petrolio e del gas è il principale colpevole – ha spiegato Greenpeace – Invece di ringraziare per uno sconto temporaneo sulla benzina e sul diesel, Meloni dovrebbe tassare gli enormi profitti di queste aziende per finanziare misure strutturali e ridurre la dipendenza dell’Italia dai combustibili fossili. Solo nel secondo trimestre 2026 Eni ha fatturato 5,4 miliardi di euro in più. Lo sconto le costerà poco meno di cento milioni di euro in un mese». (Fonte: Il Manifesto)

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