Chatbot IA su WhatsApp, l’Italia fa eccezione: Meta si adegua all’Antitrust

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Il colosso di Menlo Park consentirà agli utenti italiani di continuare a usare chatbot rivali su WhatsApp, in attesa dell’esito del ricorso contro il provvedimento dell’Autorità garante della concorrenza.

Chatbot

ChatGPT, Garante Privacy: OpenAI ha tempo fino al 30 aprile per mettersi in regola (Foto di <a href="https://pixabay.com/it/users/geralt-9301/?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2167836">Gerd Altmann</a> da <a href="https://pixabay.com/it//?utm_source=link-attribution&utm_medium=referral&utm_campaign=image&utm_content=2167836">Pixabay</a>)

Meta consentirà in Italia l’accesso ai chatbot di intelligenza artificiale di terze parti su WhatsApp, rispettando la misura cautelare disposta dall’Antitrust a fine dicembre. Secondo quanto riportato da Reuters online, l’azienda ha informato fornitori e sviluppatori che gli utenti italiani saranno esclusi dai nuovi termini d’uso in vigore dal 15 gennaio, evitando così l’applicazione delle regole più restrittive nel nostro Paese.

Cosa cambia per gli utenti di WhatsApp

Con l’entrata in vigore delle nuove condizioni, negli altri Paesi gli utenti non potranno più utilizzare chatbot rivali come Copilot, ChatGPT o Perplexity all’interno di WhatsApp, lasciando spazio esclusivamente a Meta AI. In Italia, invece, grazie all’intervento dell’Autorità, continuerà a essere possibile accedere anche a soluzioni di intelligenza artificiale sviluppate da terzi.

Il provvedimento dell’Antitrust

La decisione affonda le radici nel procedimento avviato dall’Antitrust il 24 dicembre nei confronti di Meta. All’azienda è stato chiesto di sospendere immediatamente l’applicazione delle regole che impediscono l’integrazione di chatbot di IA di terze parti in WhatsApp Business, ritenute potenzialmente lesive della concorrenza e dannose per i consumatori. L’istruttoria era partita già a luglio 2025 per un presunto abuso di posizione dominante.

In base alla comunicazione inviata ai provider di intelligenza artificiale, Meta esenterà gli utenti italiani identificandoli attraverso il prefisso telefonico internazionale +39. In pratica, chi utilizza WhatsApp con un numero italiano potrà continuare a usare chatbot alternativi all’interno della piattaforma, almeno fino a nuove decisioni delle autorità competenti.

La posizione di Meta e il ricorso annunciato

Meta ha definito “infondata” la decisione dell’Autorità. In una dichiarazione del 24 dicembre, un portavoce ha spiegato che l’emergere di chatbot sulle Business Api avrebbe messo sotto pressione sistemi non progettati per questo tipo di utilizzo. Secondo l’azienda, l’Antitrust parte dal presupposto errato che WhatsApp sia assimilabile a un app store, mentre i canali di accesso al mercato per le aziende di IA resterebbero app store, siti web e partnership di settore. Nonostante l’annuncio del ricorso, Meta ha confermato che nel frattempo si adeguerà alle disposizioni imposte.

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