CID digitale, Assoutenti: serve trasparenza su raccolta e utilizzo dei dati
Assoutenti evidenzia le potenziali criticità del CID digitale: “non diventi una scorciatoia per consegnare il consumatore ai big data e alle carrozzerie convenzionate”
CID digitale, Assoutenti: serve trasparenza su raccolta e utilizzo dei dati (foto Pixabay)
Assoutenti lancia l’allarme sui rischi connessi al CID digitale, “strumento che – sottolinea l’associazione – può semplificare la denuncia del sinistro ma che, senza regole chiare e garanzie effettive, rischia di trasformarsi in un meccanismo di raccolta dati, profilazione del cliente e canalizzazione verso filiere riparative predeterminate”.
Le criticità del CID digitale secondo Assoutenti
L’associazione spiega che le potenziali criticità derivano dall’uso che viene fatto dei dati e dal “rischio che il danneggiato, nel momento di maggiore fragilità dopo un incidente, venga indirizzato quasi automaticamente verso carrozzerie fiduciarie o reti convenzionate, con una compressione di fatto della sua libertà di scelta”.
“Il CID digitale non può diventare il cavallo di Troia per sottrarre autonomia al consumatore – dichiara il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso –. Ogni innovazione deve rafforzare i diritti del cittadino, non ridurli. Se dietro la promessa di semplificazione si nasconde un sistema che intercetta i dati del sinistro per orientare il danneggiato verso percorsi già decisi da altri, allora siamo di fronte a una deriva grave che va fermata subito”.
“I dati generati da un sinistro hanno un enorme valore economico e commerciale – aggiunge Stefano Mannacio, responsabile assicurazioni di Assoutenti –. Per questo il CID digitale va presidiato con grande attenzione. Il rischio concreto è che il consumatore venga preso in carico da una piattaforma che non si limita a raccogliere la denuncia, ma lo accompagna dentro una filiera chiusa, dove la libertà di scegliere il proprio riparatore e i propri professionisti viene progressivamente svuotata”.
Assoutenti chiede quindi massima trasparenza sulle modalità di raccolta e utilizzo dei dati, consenso realmente informato, divieto di ogni forma di indirizzamento occulto e piena tutela del diritto del danneggiato a scegliere liberamente carrozziere, perito e professionisti di fiducia.
“La semplificazione è un valore solo quando serve il consumatore – conclude l’associazione -. Quando invece diventa lo strumento per governarlo dal primo clic alla riparazione finale, il rischio è una falsa innovazione costruita a vantaggio dei soggetti più forti del mercato“.
