Consiglio dei Ministri, all’ordine del giorno le accise mobili non ci sono
Oggi pomeriggio si riunisce il Consiglio dei Ministri ma all’ordine del giorno non figurano le accise mobili. Protestano i consumatori
Consiglio dei Ministri, all'ordine del giorno non ci sono le accise mobili (Foto Engin Akyurt per Pexels)
All’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi non ci sono le accise mobili. Il CdM è convocato per questo pomeriggio alle 17 a Palazzo Chigi ma il provvedimento sulle accise mobili non figura al momento fra i provvedimenti da esaminare. Così è immediata la sollevazione delle associazioni dei consumatori, che dall’escalation della guerra in Medio Oriente e dal rialzo dei prezzi dei carburanti chiedono interventi immediati per evitare le ripercussioni dei rincari di benzina e diesel sul mercato dell’energia e sui prezzi al dettaglio. Da diversi giorni si parla perciò di accise mobili.
Tanto rumore per nulla
I Consumatori chiedono un taglio delle accise che varia dai 10 ai 20 centesimi al litro.
“Tanto rumore per nulla – commenta subito Federconsumatori – Una volta che sembrava si fosse mosso per tempo, il Governo non manca di deludere le aspettative dei cittadini, che attendevano, dopo i roboanti annunci, un intervento rapido e immediato sulle accise, con una diminuzione congrua che avrebbe fatto scendere i costi dei carburanti e avrebbe scongiurato rialzi a 360° sui prezzi dei beni di largo consumo. Ci auguriamo sia solo una svista nell’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri di oggi. Se così non fosse, significherebbe tornare a compiere, colpevolmente, gli errori del passato, spalancando le porte a rincari e speculazioni”.
Corrono i listini dei carburanti
Il Codacons parla di un “gravissimo ritardo” da parte del Governo. I listini dei carburanti salgono giorno dopo giorno.
Per il Codacons “ogni giorno di ritardo nell’attuazione del taglio delle accise equivale a danni da centinaia di milioni di euro per gli automobilisti e per il comparto dell’autotrasporto, e aumenta il rischio di forti ripercussioni sui prezzi dei prodotti trasportati. Una scelta francamente incomprensibile quella del governo, che dispone già di tutti gli strumenti per ridurre in modo immediato la tassazione sui carburanti”. L’associazione chiede un taglio delle accise fra i 15 e i 20 centesimi di euro.
Niente carburanti al Consiglio dei Ministri? Autogol
Il fatto che il Consiglio dei ministri non affronti il caro carburanti, aggiunge Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, “non solo è una presa in giro dei consumatori, illusi da dichiarazioni di innumerevoli esponenti del Governo, ma è un autogol, dato che più tempo si fa passare più serviranno soldi per stoppare l’escalation dei prezzi. Oggi potevano ancora bastare 10 cent di riduzione delle accise, la prossima volta ce ne vorranno almeno 15″.
