Crisi abitativa, Consiglio Ue: migliorare l’accesso ad alloggi adeguati e a prezzi accessibili
Il Consiglio per l’occupazione, le politiche sociali, la salute e gli affari dei consumatori ha approvato le conclusioni in materia di alloggi, con particolare riguardo alla questione della crisi abitativa europea
Crisi abitativa, Consiglio Ue: migliorare l'accesso ad alloggi adeguati e a prezzi accessibili (foto Pixabay)
Nell’ultimo anno l’Ue si è occupata della questione relativa alla crisi abitativa europea, con particolare riguardo all’accesso ad alloggi a prezzi accessibili. In questo contesto, il 29 giugno il Consiglio per l’occupazione, le politiche sociali, la salute e gli affari dei consumatori ha approvato le conclusioni in materia di alloggi, concentrandosi sui cambiamenti demografici e sulla definizione delle politiche future.
Pur riconoscendo che la questione abitativa rientra principalmente nella competenza degli Stati membri, il Consiglio invita la Commissione a continuare a sostenere gli sforzi degli Stati membri volti a migliorare l’accesso ad alloggi adeguati e a prezzi accessibili.
Il Consiglio – si legge in una nota – riconosce l’impatto sproporzionato della crisi abitativa su alcuni gruppi, come i giovani, gli anziani, le persone con disabilità, le famiglie con figli, le famiglie a basso e medio reddito e i lavoratori come gli insegnanti e il personale del settore sanitario; pertanto, invita i governi degli Stati membri a tenere conto delle esigenze di questi gruppi nella progettazione e nell’attuazione delle politiche abitative, ad esempio promuovendo alloggi accessibili e incoraggiando la convivenza intergenerazionale.
La crisi abitativa e l’accessibilità economica
Le conclusioni del Consiglio individuano una serie di fattori che contribuiscono alla carenza di alloggi, molti dei quali legati all’accessibilità economica. Tra questi figurano la concentrazione di posti di lavoro e opportunità formative in aree urbane densamente popolate, l’aumento dei costi di costruzione, la speculazione immobiliare e, in alcune zone, la diffusione degli affitti a breve termine.
Il Consiglio sollecita, quindi, maggiori sforzi per affrontare questi problemi, ad esempio incoraggiando gli investimenti pubblici e privati e concentrando le risorse sulle regioni che subiscono le pressioni abitative più persistenti. Propone, inoltre, un nuovo approccio all’edilizia abitativa che potrebbe includere il riutilizzo e la riqualificazione degli edifici esistenti, riducendo al contempo la burocrazia superflua.
La questione ambientale
Il Consiglio sottolinea, infine, il rapporto tra le politiche abitative e l’ambiente: “le politiche abitative sono spesso concepite per affrontare le problematiche ambientali, ad esempio garantendo che gli edifici rispettino i requisiti di efficienza energetica, ma tali requisiti possono contribuire a un aumento dei costi di costruzione. D’altro canto – osserva – gli alloggi a prezzi accessibili possono apportare benefici all’ambiente e al costo della vita nel lungo periodo: se più persone possono permettersi di vivere vicino al luogo di lavoro, si genererà meno inquinamento derivante dai lunghi spostamenti quotidiani in auto o con i mezzi pubblici”.
Le conclusioni suggeriscono pertanto “che le considerazioni ambientali debbano essere integrate in modo olistico nelle politiche abitative”.
