Decreto bollette, Federconsumatori: la bozza scontenta tutti

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Il decreto bollette è all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri convocato per oggi pomeriggio. Federconsumatori:  la bozza scontenta tutti, misura insufficiente e senza reali benefici per i cittadini

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Decreto bollette all'ordine del giorno del CdM (Foto Pixabay)

Il decreto bollette è all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri programmato per oggi, mercoledì 18 febbraio, alle 16.00 a Palazzo Chigi. Fra i temi affrontati, secondo la nota ufficiale, ci sarà infatti lo schema di decreto legge “Misure urgenti per la riduzione del costo dell’energia elettrica e del gas in favore delle famiglie e delle imprese, per la competitività delle imprese e per la decarbonizzazione delle industrie, nonché disposizioni urgenti in materia di risoluzione della saturazione virtuale delle reti elettriche, di integrazione dei centri di elaborazione dati nel sistema elettrico”.

Secondo fonti stampa, per quanto riguarda l’impatto dei costi energetici sulle famiglie, ci dovrebbe essere un contributo straordinario sulla bollette elettrica nel corso del 2025, dedicato ai nuclei familiari con Isee fino a 9.796 euro (o 20 mila euro in presenza di almeno quattro figli). L’aiuto una tantum, riconosciuto a chi già percepisce il bonus sociale, avrà un importo stimato tra 90 e 100 euro. Ci dovrebbe poi essere la possibilità su base volontaria che per il biennio 2026-2027 i fornitori riconoscano un contributo anche ai clienti domestici con Isee fino a 25 mila euro che non accedono agli aiuti sociali.

“Provvedimento che scontenta tutti”

Federconsumatori offre una valutazione molto critica.

Dopo un anno di annunci e rinvii, la bozza del decreto bollette che approda in Consiglio dei Ministri è “un provvedimento che potremmo definire equilibrato solo nella misura in cui riesce a scontentare tutti – afferma l’associazione – Ai consumatori non porta nulla, alle famiglie in disagio economico riduce i sostegni, scontenta le imprese che producono energia dalle fonti rinnovabili, e non fa felici nemmeno le imprese energivore”.

Senza un adeguato stanziamento di risorse, e con l’aumento della spesa per il riarmo che comprime margini per altre misure più urgenti, e “senza una chiara scelta di interessi generali prioritari da tutelare, l’esito appariva purtroppo già scritto – prosegue Federconsumatori – Anche il metodo di confronto con gli stakeholder, gestito in maniera discrezionale e non trasparente, non poteva che condurre a un risultato insoddisfacente”.

Il contesto generale nel frattempo vede il ritorno alla crescita dei prezzi della materia prima gas e dell’energia elettrica, conseguenze sulle bollette, oneri di sistema che gravano sui consumatori. Federconsumatori denuncia poi “particolarmente preoccupante è la situazione degli utenti economicamente vulnerabili o in condizioni di povertà energetica, ai quali continuano a essere destinati sostegni palesemente insufficienti, incapaci di rispondere alla gravità del momento”.

L’associazione chiede di aprire il decreto al confronto con le associazioni di tutela dei consumatori, per adottare misure concrete, “realmente in grado di alleviare il peso delle bollette sulle famiglie italiane e di arginare il fenomeno della povertà energetica in aumento nel nostro Paese, magari traendo le risorse necessarie proprio dalla tassazione degli extraprofitti di quelle aziende che, nel settore, in questi anni, hanno aumentato i propri utili a spese degli utenti”.

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